Marcia (lenta) di protesta per la Ragusa-Catania: “Siamo davvero inc…”

Cassì guida il plotone. Presente la deputazione iblea e il sindaco di S.Croce

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Dura protesta stamane per la costruzione dell’autostrada Catania-Ragusa. È lunga la storia dei 68 chilometri mai realizzati che dovrebbero unire con un’autostrada due delle città più attive della Sicilia, al momento collegate dalle statali 115 e 514, praticamente un sentiero pericoloso per il tanto traffico esistente. Presenti (alcuni) sindaci, tutti i sindacati, le imprese e i lavoratori del comprensorio del Sud-est siciliano oltre a un lunghissimo serpentone di auto, per dare un forte segnale di protesta con una mobilitazione a favore della costruzione dell’autostrada Catania-Ragusa. Lo slogan scelto per la marcia è molto significativo, #nonpossiamopiùaspettare per la mancata realizzazione del progetto di raddoppio dell’autostrada Ragusa Catania. Quando ormai il progetto sembrava avviato verso la realizzazione, dopo oltre un iter durato oltre un decennio, il ministero delle Infrastrutture ha espresso delle perplessità sulla finanza di progetto e la sua praticabilità imponendo uno stop. Presenti tra i primi cittadini il sindaco di Ragusa Peppe Cassì, di Scicli Enzo Giannone, di Giarratana Bartolo Giaquinta, di Santa Croce Giovanni Barone oltre ai deputati regionali Nello Dipasquale, Giorgio Assenza e Orazio Ragusa.

“La pazienza dei Ragusani è finita! Siamo veramente incazzati e non ci fermeremo qui”. Più volte dal palco il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, stamani ha spiegato che è ora di dire basta. “Vogliamo fare capire a Roma che questa comunità compatta non è più disponibile ad attendere, non vuole più essere presa in giro. Fino a qualche settimana fa sembrava tutto in dirittura d’arrivo, ora sembra si voglia tornare indietro rischiando di fare partire l’iter da zero, buttando dieci anni di tempo. Non è tollerabile – ha concluso il sindaco di Ragusa – dobbiamo intervenire e superare sentimenti di indifferenza ed apatia. Non è vero che non possiamo fare nulla. La comunità che rappresentiamo ha anche essa il dovere di manifestare: o questa opera verrà autorizzata o possiamo metterci una pietra sopra. Inviteremo anche Regione, invieremo una lettera al presidente del Consiglio, Conte, affinché venga a vedere con i suoi occhi livello di disagio, imbarazzo e difficiltà che viviamo per questa situazione indegna ed indecorosa”. Adesso si attende solo concretezza. Questo il senso della protesta avviata alla periferia di Ragusa, proprio sulla Ragusa – Catania, con una marcia lenta partita dal capoluogo e diretta a Coffa. Un appello che è stato rilanciato anche dalla Cisl presente assieme a Cgil e Uil e le forze di rappresentanza sindacale: “È un segnale forte: ora o mai più”.

Per il comune di Santa Croce era presente il sindaco Giovanni Barone: “Tutta la comunità Iblea, oltre i colori, le appartenenze e le sigle, unita per rivendicare una strada sicura, una strada idonea che tenga il passo con lo sviluppo e la bellezza del territorio ibleo. La provincia di Ragusa merita un aeroporto contestualizzato, merita un piano di sviluppo ferroviario, ha bisogno urgente di un’ autostrada. Per la Ragusa Catania, appare tragico, oggi trovarsi a rivendicare anche quello che con anni di lotta e di impegno politico si è conquistato; c’è un progetto, ci sono tutte le approvazioni e i pareri, ci sono i finanziamenti, c’è un privato, c’è tutto, eppure ancora si cincischia, eppure ancora si rimanda, si vuol togliere un pieno diritto acquisito alla nostra comunita? Si vogliono dirottare altrove i soldi nostri? Lotta dura questo è stato il messaggio di oggi”.

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