Basket, Comiso promossa in Serie C grazie ai tre santacrocesi “doc”

Da Cappello a Occhipinti, passando per Susino. La loro impronta sull'Olympia

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C’è tanto di Santa Croce nella vittoria dell’Olympia Basket Comiso, che ieri, dopo una stagione entusiasmante, in cui si è confrontata con avversari solidi e con la pressione tipica dei primi della classe, ha conquistato una fantastica promozione nel campionato regionale di Serie C Silver. Comiso ha espugnato Gela in gara 3 (78-85) e ha vinto la Serie D partendo dalla salvezza ardimentosa dell’anno precedente. Ma anche da Filippo Cappello, assistant coach di Davide Ceccato (custode della pallacanestro comisana nei secoli dei secoli), allenatore classe ’86 che dopo aver fatto da assistente alla Vigor, ha proseguito la sua esperienza in panchina altrove. Con successo. Ha gestito bene le responsabilità importanti, stretto un patto d’acciaio col presidente Roberto Biscotto (leader di Multifidi) e coi ragazzi, e fatto da collante con la colonia santacrocese che poco per volta ha riempito lo spogliatoio del PalaDavolos.

Il primo, l’estate scorsa, è stato Guglielmo Susino, alla prima esperienza di peso lontano da casa. La sua alternanza col pivot americano Marcus Russell è stata garanzia di muscoli e solidità sotto canestro. Un valore aggiunto e un ragazzo buono per tutte le occasioni. Poi è stata la volta di Giovanni Occhipinti, ex Vigor e Gela, una breve parentesi anche nel calcio, che all’inizio della stagione era rientrato sul parquet con la maglia dell’Azzurra Pozzallo. Il cambio in corsa, le letture funamboliche, la capacità di saper gestire i momenti e la squadra, lo hanno portato ad essere in fretta uno dei trascinatori. “Il” trascinatore, in realtà: in allenamento e in partita, fino alla serie finale in cui è risultato tra i migliori. Comiso è ripartita da questi tre, che sono una bella espressione del basket santacrocese, che non ha mai latitato nell’offrirci spaccati interessanti di impegno quotidiano e risultati all’altezza. Una ricetta a cui si è aggiunta la saggezza cestistica di Ceccato, la grinta dei fratelli Palazzolo, Andrea e Antonio, visti anch’essi in maglia Vigor, la classe del capitano Savarese, l’intelligenza di Celesti, i canestri di Boiardi. E il lavoro di squadra, la capacità di fare gruppo. Così è arrivata la promozione.

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