Donne, denunciate! Lo sportello anti-violenza apre in piazza degli Studi

Inaugurato alla presenze delle autorità il nuovo centro. C'era anche il manager dell'Asp

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Dopo nove anni, e l’esperimento alla Provincia di Ragusa, terminato con la cancellazione (a metà) degli enti intermedi, il Centro Donne Antiviolenza riparte da Santa Croce Camerina. Sono stati inaugurati questa mattina, alla presenza del sindaco Giovanni Barone, del presidente del Consiglio Piero Mandarà, dell’assessore Giulia Santodonato, del deputato regionale Nello Dipasquale e di altre istituzioni, i locali che ospiteranno lo sportello di assistenza, volto alla prevenzione e al contrasto della violenza domestica. All’interno della struttura – che sarà aperta ogni martedì e giovedì dalle 15 alle 18 – ad accogliere chi vorrà parlare o denunciare, ci saranno le operatrici del Centro Servizi Donne, la cui presidente Romina Licciardi ha illustrato le linee guida del servizio. Ha partecipato alla cerimonia d’inaugurazione anche il manager dell’Asp 7 di Ragusa, il dott. Angelo Aliquò, oltre a tutto il personale degli uffici comunali.

“E’ un servizio che servirà ad abbattere il muro del silenzio e offrirà consulenza psicologica, sociale, legale a titolo gratuito – ha detto la Licciardi – Il progetto e l’iniziativa nascono nel 2010 e, dopo la scomparsa delle province, l’attività dell’associazione è proseguita nell’anonimato. Lo facciamo perché crediamo ci sia davvero grande bisogno di aiutare le donne e di partecipare a un profondo cambiamento culturale che imponga il rispetto del genere femminile”. Mentre l’onorevole Dipasquale ha ricordato l’impegno della Regione per garantire i finanziamenti ai centri anti-violenza (“Qualcuno ogni tanto prova a metterci le mani, ma noi li bacchettiamo. L’associazionismo, gli enti locali e la professionalità dell’Asp ci permettono di mettere in campo un servizio del genere”), il sindaco Barone ha spiegato che “questo progetto è stato inserito da subito nel mio programma elettorale.  Dopo un mese abbiamo fatto restaurare i locali che erano in stato d’abbandono. Io, anche nelle vesti di presidente del distretto sanitario n.44, proverò a fare la mia parte per recuperare fondi da destinare al servizio. Questa struttura serve a squarciare il silenzio che circonda questa problematica, che spesso sfocia nei delitti e nei fatti di cronaca. La prevenzione è fondamentale”.

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