Ragusa, aggredita davanti alla figlia con calci, pugni e morsi: un arresto

La fine alla lunga serie di abusi è arrivata con l'arresto del compagno albanese

486

Gli uomini della Sezione Volanti della Questura hanno messo fine ad una grave situazione di violenza e maltrattamenti ai danni della convivente, quasi ventenne, traendo in arresto il compagno albanese. I fatti sono finalmente emersi a seguito dell’ennesima aggressione subita dalla donna nella notte di sabato che le ha procurato lesioni personali multiple. L’uomo ha aggredito la donna con calci, pugni ed un morso sul capo, il tutto davanti la figlioletta di soli due anni. Le urla della donna hanno attirato l’attenzione di alcuni cittadini che hanno allertato il 112 NUE.

Immediatamente una Volante della Questura si recata in piazza Cappuccini, prestando i primi soccorsi alla donna e alla piccola, visibilmente impaurita. La donna presentava segni evidenti dell’aggressione patita poco prima. Sul posto veniva subito bloccato il convivente ventenne ancora in stato di forte agitazione. La donna e la figlia sono state trasportate presso l’Ospedale dove i sanitari riscontravano trauma costale, cranico e contusioni multiple anche a seguito di un morso subito sul capo. All’interno del nosocomio, gli uomini dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, in ambiente protetto, riuscivano a instaurare un rapporto di fiducia con la vittima. La stessa riferiva di anni di violenza subita, avvenute alla presenza della figlioletta che in tutte le occasioni piangeva disperata. Soprusi e maltrattamenti anche psicologici: l’uomo le impediva di uscire di casa in sua assenza, costringendola a dormire in una stanza diversa, lontano anche da sua figlia. E poi botte in ogni occasione di contrasto, mai denunciati prima.

Gli Agenti, pertanto, acquisita circostanziata querela hanno tratto in arresto H.S. ventenne cittadino albanese, per reati di maltrattamenti in famiglia aggravati e lesioni personali. Su disposizione del P.M. di turno, Dott. Riccio, l’arrestato è stato tradotto presso il carcere di Ragusa.

Ricevi aggiornamenti in tempo reale direttamente sul tuo dispositivo, iscriviti ora.

Potrebbe piacerti anche

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.