La stele Avis torna in piazza degli Studi. I ragazzi e il senso di comunità

C'erano la preside Branca, l'assessore Santodonato e il presidente Mandarà

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Ritorna la stele dedicata “al Donatore di Sangue” a Piazza degli Studi, a Santa Croce Camerina. Era stata donata da Carmelo Marzano, santacrocese, donatore di sangue e dirigente Avis, per ricordare il fratello che non è più tra noi. La presenza dell’amministrazione, con l’assessore alla pubblica istruzione Giulia Santodonato, ha sottolineato l’importanza di educare le nuove generazioni al rispetto del patrimonio pubblico attraverso un maggior senso civico. Assieme a lei il dirigente dell’ufficio tecnico l’architetto Gaudenzio Occhipinti. Alla cerimonia ampia presenza dei bambini delle scuole elementari e dei ragazzi di terza media, accompagnati dagli insegnanti dell’Istituto Psaumide di Camarina, che hanno assistito al posizionamento di un simbolo che “rappresenta – secondo la dirigente scolastica prof. Franca Maria Branca – la gratuità, la solidarietà e l’altruismo, valori che simboleggiano l’Avis e anche la scuola”. All’iniziativa ha partecipato la psicoterapeuta Daniela Cacciatore, incaricata Dall’URS Sicilia per il progetto “Prevenzione alla dispersione scolastica”, e Giuseppe Stamilla nella duplice veste di dirigente Avis e presidente del consiglio di Istituto. Ma anche i volontari di Fare Ambiente, che hanno dato decoro alla piazza e i volontari del servizio civile del comune di Santa Croce Camerina.

La stele, realizzata da Michele Brancato, guarda la piazza, ma anche la scuola e “mette in luce – dice il presidente regionale Avis Sicilia Salvatore Mandarà – la vita. E’ un messaggio forte che abbiamo il dovere, anche come genitori, di trasmettere ai giovani. Donare il sangue è un atto di maturità, di grande sensibilità e di civiltà. Nonché un gesto di interessamento verso la società che ci circonda, un modo di sottolineare il nostro essere comunità. Il sangue non è riproducibile in laboratorio ma è indispensabile nei servizi di pronto soccorso, di chirurgia e per la cura di alcune malattie gravi, ed è per questo che il problema riguarda tutti. I donatori sono quindi una garanzia per la salute e basta davvero poco per ridare la speranza a chi ne ha bisogno”.

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