Scuola, polemica sicurezza. I genitori al sindaco: “Moderi il linguaggio”

Il Consiglio d'istituto scrive a Giovanni Barone, che voleva tenere "alla larga" i politici

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La componente dei genitori del Consiglio d’istituto della scuola Psaumide di Camarina ha scritto una lettera al sindaco di Santa Croce Camerina, dott. Giovanni Barone, per esprimere dissenso relativamente alle dichiarazioni del primo cittadino rese durante l’inaugurazione dell’anno scolastico, il 9 ottobre scorso, al museo demologico. Il sindaco, come riportato dal documento inviato da Giuseppe Stamilla, presidente del Consiglio d’Istituto, alle testate giornalistiche, rivolgendosi agli studenti aveva usato espressioni un po’ colorite: “Ragazzi se avete il sentore o qualcuno viene a fare politica nella scuola prendetelo a calci in culo, anche se vengo io”. Ecco, però, il testo completo della missiva recapitata a Giovanni Barone:

“Con la presente la componente dei genitori facente parte del consiglio d’istituto dell’istituto Psaumide di Camarina vuole esprimere il proprio disappunto per quanto dichiarato dalla S.V. in occasione della cerimonia di apertura dell’anno scolastico. ‘Per quanto riguarda la scuola la modestia la metto da parte, e dico che, io e la mia amministrazione sulla scuola non facciamo sconti, sulla scuola siamo molto attenti, sulla scuola non accettiamo lezioni da nessuno. E noi soprattutto sulla sicurezza della scuola, sulla solidità delle aule e dell’istituto, non accettiamo lezioni da nessuno; non significa che non ascoltiamo, siamo aperti a tutto: consigli, indicazioni, direttive, ci mancherebbe altro ci mettiamo sull’attenti, però già di nostro, in quanto nonno, ex alunno, siamo con questa mission di fare bene nell’ambito scolastico, e quindi questo significa estraniare la scuola e il mondo scolastico dalla politica. Ragazzi se avete il sentore o qualcuno viene a fare politica nella scuola PRENDETELO A CALCI IN CULO, anche se vengo io’. Sig. Sindaco, La invitiamo per il futuro in eventi scolastici, in presenza dei nostri figli ad usare un linguaggio adeguato al pubblico che La ascolta in qualità di rappresentante istituzionale.

La sua visione di sicurezza degli istituti è ben diversa dalla nostra, come già anticipato nella lettera inviata e protocollata presso i suoi uffici il 4 settembre. Nei locali destinati alle attività scolastiche, si evidenziano le condizioni indecorose e decadenti in cui si trovano i servizi igienici destinati agli alunni. La parziale caduta dei rivestimenti murari e le fenditure delle cornici delle porte creano una situazione di pericolo a causa dei bordi aguzzi; si segnala inoltre l’assenza totale di alcune porte che non offrono ai piccoli studenti la privacy essenziale in un servizio igienico. I bagni adiacenti la palestra risultano chiusi e non fruibili per cause non chiare. Nella stessa visita si è notata la voluminosa infiltrazione di acqua piovana dal tetto di uno degli ingressi alle aule che, oltre a compromettere la struttura del tetto stesso rende scivolosa e impraticabile la pavimentazione interna; piove anche nei piani superiori della scuola secondaria. E la palestra della scuola primaria? Lasciata al suo naturale degrado, nessuna manutenzione neanche alla palestra della scuola secondaria, la pavimentazione pian piano si sta sollevando e demolendo.

Si nota già da qualche settimana che gli spazi esterni adiacenti al plesso 10 aule sono transennati e non fruibili ma non ci risulta nessun intervento di miglioria, anzi, l’intonaco continua a staccarsi dalle pareti.

Inoltre crediamo nella sua “mission” di fare bene alla scuola ma ricordiamo che i bambini, i ragazzi, per poter concentrarsi, per poter apprendere hanno bisogno di trovarsi in un ambiente tanto più accogliente possibile, ma alunni ed insegnanti sono stati costretti a lavorare con più di 35 gradi in classe, e per accendere i condizionatori abbiamo dovuto lottare per giorni. In altre classi non era possibile aprire e chiudere le finestre perché i meccanismi non erano funzionanti.

Ora con l’arrivo dell’inverno si è provveduto a revisionare e rendere efficienti gli impianti di riscaldamento? O dobbiamo aspettare che le temperature rendano di nuovo invivibili i locali scolastici e sentirci rispondere da lei per l’ennesima volta “se sentono freddo si mettono i giubbotti”. Rammentiamo che la climatizzazione nelle scuole non è un atto di cortesia ma legge: Il D.P.R. 412 del 93 dice che nei locali scolastici la temperatura da tenere è 20° +/- 2°.

Riguardo alla refezione dei bambini delle scuole materne, che notizie abbiamo? Come intende procedere? Siamo già a metà ottobre ma ancora niente di certo, niente di effeScuolttivo.

Inoltre ad oggi ci risulta che i fondi destinati alla scuola per l’anno scolastico 2018 ancora non sono stati liquidati.

Teniamo farle presente di essere sempre aperti al confronto e disponibili ad ogni azione che possa apportare migliorie alla scuola ed ai suoi alunni”.

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