Calcio, Eccellenza: l’arbitro esce scortato. Il S.Croce perde e s’infuria

La squadra di Lucenti si arrende al Sant'Agata, che gioca oltre un tempo in 11 contro 9

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“Talvolta le montagne sono così irte che non si possono scalare, ma quando ci si adopera a scalarle e ci sono fattori esterni a impedirlo, noi non possiamo che fermarci”. Questo il commento a caldo di mister Gaetano Lucenti al temine della gara contro il Sant’Agata, dove il Santa Croce si è visto penalizzare da un direttore di gara non all’altezza. “Una serie di decisioni cervellotiche e senza senso – si legge nel comunicato stampa della società -, hanno consegnato la gara al Sant’Agata”, senza togliere merito alla squadra messinese che con l’organico che si ritrova punta al salto di categoria. “Certamente una piccola società come il Santa Croce dopo che nei novanta minuti: si vede espellere due giocatori dopo 25 minuti di gioco, si vede annullare due reti sacrosante (dai video si evince), subisce l’espulsione del proprio tecnico e, infine, si vede assegnato un corner inesistente dal quale scaturisce il pareggio ospite; non può che alzare bandiera bianca e arrendersi non ai più forti, ma, forse a qualcos’altro di più grande” si legge nella nota, carica di amarezza.

Eppure il “Cigno” era partito bene aggredendo gli avversari e sfiorando la rete con Leone, ma lo show del direttore di gara iniziava con l’espulsione di Di Rosa e sei minuti dopo con quella di Sferrazza avvenuta su un normalissimo contrasto di gioco. Partita già decisa? Per nulla, infatti il Santa Croce si organizzava e seppur in inferiorità numerica chiudeva bene gli spazi e partiva in contropiede sfiorando la rete e trovandola con Iozzia, ma il direttore di gara annullava per un fuorigioco apparso molto dubbio. Nella ripresa i biancazzurri trovavano anche la rete del vantaggio con un rigore trasformato da Leone e assegnato per un evidente fallo su Reinero. Il direttore di gara allora decideva di lasciare i locali senza guida e espelleva il tecnico Lucenti per motivi futili e, inoltre, con l’aiuto del suo secondo assistente assegnava un corner inventato dal quale scaturiva la rete del pareggio del Sant’Agata. Il Santa Croce trovava anche la rete del 2-1 con il giovane Minteh Ba, ma un altro dubbio fuorigioco strozzava il grido di esultanza dei tanti tifosi biancazzurri accorsi allo stadio. Gli ospiti allora ci credevano, ma non riuscivano a penetrare la difesa locale, così il direttore di gara pensava bene di concedere sei minuti di recupero (inspiegabili con solo sei sostituzioni e nessun intervento in campo dei due massaggiatori), così al quarto il Sant’Agata trovava la rete della vittoria. In campo fra le fila del Santa Croce si materializzava la beffa dopo una gara condotta sempre a testa alta, senza mai fare barricate. Adesso si attendono le decisioni del Giudice Sportivo e in società sperano che oltre la beffa, il “Palazzo” non infligga anche il danno.

“Sicuramente le partite come quella di oggi lasciano il segno e mi danno più forza. – commentava a fine gara Gaetano Lucenti – Perché capisco che settimana dopo settimana ci temono e questo vuol dire che stiamo facendo un buon lavoro. Non voglio assolutamente commentare quello che è successo perché non è commentabile. È stato sotto gli occhi di tutti e forse noi abbiamo facilitato l’operato di chi dirige la gara, anche se lasciare una squadra in nove uomini dopo pochi minuti credo non sia una cosa normale. Dopo questo preambolo posso benissimo dire che in campo per i novanta minuti c’è stata una sola squadra che in nove uomini ha chiuso bene gli spazi ed è riuscita a passare in vantaggio meritatamente, vedendosi annullare altre due reti regolarissime e perdendo solo al 94’. Abbiamo fatto una gara gagliarda e dispiace vedere tutto quello che è successo a fine gara perché non sono abituato a vedere gente pacifica, come quella di Santa Croce, essere così arrabbiata per una ingiustizia palese. Questo è successo perché qualcuno ci ha messo del suo affinché ciò accadesse, quello che mi umilia di più è che una realtà importante del calcio siciliano venga denigrata da chicchessia in questa maniera. Io sono stato sempre un propositore della meritocrazia, purtroppo questo in campo non si vede, perché chi gestisce le gare non è all’altezza della situazione. Perdere così mi rammarica tanto – prosegue il tecnico nella disamina – soprattutto, perdere la possibilità di avvicinarci al nostro traguardo e alle posizioni di classifica che ci competono. Adesso affronteremo una settimana difficile, perché oltre al danno subiremo la beffa di affrontare il derby con il Ragusa con la squadra rimaneggiata. Mancheranno Di Rosa, Sferrazza, non so per quanto tempo, e ancora una volta ci ritroveremo a fare necessità virtù”.

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