Il mondo si ferma, fiori e vivai a pezzi: il settore è in forte crisi VIDEO

La produzione stoppata al suo culmine. Coldiretti: "Il fatturato è crollato"

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Rischia una crisi senza precedenti anche il comparto florovivaistico santacrocese e di tutto il territorio provinciale, per il quale l’emergenza Coronavirus si innesta su una situazione già difficile, con le imprese costrette a fronteggiare la concorrenza estera e la burocrazia lumaca. Il Covid-19 è sopraggiunto nel momento di maggiore produzione di un comparto caratterizzato da prodotti stagionali, considerato che le vendite si concentrano da marzo a metà maggio. Piante e fiori restano nelle serre e nei vivai, le disdette degli ordini aumentano per il blocco dei mercati esteri e interni. Il crollo è dovuto anche alla chiusura di molte attività commerciali, così come all’annullamento di eventi, quali ad esempio matrimoni e funerali.

Per quanto riguarda le serre, se si azzerano le vendite nei cicli produttivi dopo 15 giorni i fiori devono essere buttati. La situazione di emergenza ha provocato il crollo della domanda, pur non essendoci grandi problemi legati alla logistica perché i corrieri sul territorio nazionale, con le dovute prescrizioni e autocertificazioni per gli spostamenti, riescono a garantire le consegne. Per l’estero è ancora peggio, date le difficoltà di consegna e la situazione di caos che si registra in molte frontiere: negli ultimi giorni si sono moltiplicati i casi di carichi di prodotti florovivaistici fermati alle dogane dei Paesi vicini, Francia in primis, e messi in quarantena senza alcuna motivazione. Il Coronavirus non si trasmette con le piante e non c’è alcun rischio nella loro immissione sul mercato. La situazione è di una gravità tale da imporre azioni serie, responsabili ed immediate da parte del governo regionale e nazionale. Ecco cosa sta succedendo in queste ore nelle nostre serre. VIDEO

COLDIRETTI: IL FATTURATO CROLLATO DELL’80%

“Migliaia di piante e fiori saranno distrutti perché i vivai sono pieni e le commesse sono bloccate. Anche il settore florovivaistico è crollato a causa del coronavirus”. Lo afferma Coldiretti Sicilia che sottolinea che per le aziende dell’Isola si tratta di una situazione senza precedenti peggiorata anche dalle temperature alte che hanno determinato la fioritura anticipata con più merce ora ferma. “Il settore è allo stremo e in molte aziende il lavoro di mesi, in preparazione delle ferie nazionali ed internazionali, è andato completamente distrutto. Il problema sollevato – prosegue Coldiretti Sicilia – riguarda anche il futuro in quanto la produzione di piante da giardino ha subito una frenata quasi totale. Nei vivai le piantine per le ricorrenze primaverili sono in giacenza e sono già state affrontate spese cospicue per i vasi, la torba e tutto guadagno sperato è andato in fumo. Anche per il comparto dei fiori recisi la situazione è disastrosa. Non si vendono e dopo pochi giorni vanno fresati. Margherite, crisantemi e un ventaglio di produzioni in cui soprattutto la provincia di Ragusa è leader, è tutto perduto”.

“La Sicilia del vivaismo fattura a marzo ed aprile l’80% del volume – commenta l’imprenditore Coldiretti, Mario Faro. Inoltre – aggiunge – non più tardi del 15 aprile si devono trapiantare le alberature per la prossima stagione e innestare gli agrumi ornamentali ed industriali per il 2021, lavorazioni che non possono essere rimandate. La sospensione dei tributi aiuta ma non sarà sufficiente per problematiche di cash flow – prosegue ancora Mario Faro -. Per il futuro la cultura del paesaggio dovrà essere alla base di un programma di sviluppo per gli anni a venire. Credo che questa crisi oltre a lacrime e tristezza ci farà riflettere sul futuro dello sviluppo del nostro pianeta e dei nostri stili di vita mettendo al centro non gli oggetti di consumo ma le cose che realmente possono portare benessere e salute alla degli spazi dove poter vivere e in questo la cultura del paesaggio dovrà avere un ruolo determinate”.

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