La regole vincono sempre. Ma non abbiamo bisogno di “sceriffi”

Il resoconto della prima settimana da reclusi. Stamattina brutto episodio in farmacia

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Una settimana di quarantena obbligatoria e sentirla tutta. Sono passati sette giorni da quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sfilando il prime-time al commissario Montalbano su Rai 1, annunciava restrizioni in tutta Italia. Sembra passata una vita. Ma il Coronavirus porta con sé comprensibili isterismi e insegnamenti per la vita. Che, se non fosse che ci stiamo occupando di qualcosa di più elevato – una pandemia – andrebbero indagati sotto il profilo sociologico. Non è questo il luogo, ma facciamo un’eccezione. Al netto di chi non rispetta il decreto della presidenza del Consiglio (e va educato), la categoria che stravince in questa settimana di reclusione forzata è quella dei “segnalatori”.

Da un lato ci sono gli “sceriffi”, intenti a paparazzare chiunque gli capiti sotto tiro, al solo scopo di far impugnare la forca all’opinione pubblica. In queste ore si riproducono come funghi e hanno tutti la medesima caratteristica: fare la morale. Eppure si trovano sempre nel medesimo luogo che fotografano (ce lo spiegassero, magari). E che importa se la “vittima” dichiarata degli improperi più irripetibili, sia in fila per acquistare le medicine o si sia messo in macchina per la spesa: intanto la crocifiggiamo. Dall’altro c’è chi, garbatamente segnala situazioni borderline, e val la pena citare. E’ il caso di un professionista che in queste ore è stato testimone di una scena che si è limitato a raccontare, senza mostrare lo scalpo in pubblico. Ecco la sua testimonianza a Santa Croce Web.

“Spettabile direttore, la seguente per segnalare un fatto a dir poco “raccapricciante” avvenuto stamane difronte alla farmacia del dott. Carnazzo. Mentre ero in fila abbiamo notato un gruppo di ragazzi extracomunitari (5) che si sono incontrati salutandosi per mano e abbracciandosi come se nulla fosse, tutti stretti in unico gruppo. Un signore con la mascherina, passando per quella via ha detto loro: ragazzi, almeno distanziatevi… Non ha finito la frase che subito è stato deriso e sbeffeggiato (gli hanno alzato il dito medio…indirizzandogli parole in lingua araba che non sembravano dei “ringraziamenti”!). Nessuno dei cittadini  presenti ha detto o fatto niente. Non ho visto in giro nessun esponente delle forze dell’ordine né della protezione civile in servizio per evitare gli assembramenti di persone. Ma che senso ha che, mentre bravi cittadini applicano scrupolosamente le misure di prevenzione, “altri ” si permettono, non solo di fregarsene altamente di adeguarsi alle regole, ma si permettono il lusso di sbeffeggiarli impunemente? Ma a Santa Croce siamo su… “scherzi a parte”? O anche qui c’è una emergenza sanitaria?”.

L’emergenza c’è e coinvolge tutti. E un paese civile, per affrontarla, ha bisogno di dare il buon esempio. Sempre. Non è avvenuto stamattina in farmacia, e non avviene se qualcuno si improvvisa paparazzo per scalare le classifiche di gradimento sui social. Basta una segnalazione alle forze dell’ordine che, per quanto ci risulta, stanno controllando il territorio con scrupolo e coscienza. Sono loro a imporre il rispetto delle regole. In ultimo, il solito richiamo che da qui alle prossime settimane non passerà mai di moda: restate a casa il più possibile, ne va della salute di tutti.

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