Accesso al mare negato, il Tribunale del Riesame dissequestra i cancelli della discordia. Procura delusa

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Rammarico, ma rispetto per la sentenza. E’ quanto espresso dal Procuratore del Tribunale di Ragusa Carmelo Petralia in merito alla decisione del Tribunale del Riesame (presidente Salvatore Barracca, a latere Andrea Reale, giudice relatore, ed Eleonora Schininà) che ha accolto le istanze di una dozzina di proprietari di immobili della costa santacrocese, annullando, di fatto, il sequestro preventivo dei cancelli che impedivano l’accesso al mare che era stato effettuato un mese fa quando i militari dell’Arma insieme ai Vigili del fuoco e alla Capitaneria di porto di Pozzallo avevano proceduto alla rimozione fisica delle strutture. Sono 66 gli indagati per abusiva occupazione di spazio demaniale e inosservanza di limiti alla proprietà privata. Dopo il sequestro un solo proprietario ha chiesto ed ottenuto la custodia del bene mentre gli altri sono stati sistemati all’interno di un magazzino del Comune di Santa Croce Camerina. “Attendiamo di conoscere le motivazioni – esclama il Procuratore Carmelo Petralia – ma purtroppo non è la prima volta che alcune posizioni della Procura non vengono condivise dal tribunale. La nostra volontà e quella dei carabinieri era stata quella di andare ad incidere su alcune tipologie di reato ormai quasi consolidate ma, ripeto, massimo rispetto ed attendiamo le motivazioni”. Nel corso delle indagini, sono state denunciate anche due comisani con seconda casa a Caucana per abuso edilizio aggravato dalla presenza di vincoli che avevano ampliato l’abitazione con diverse nuove strutture per una metratura aggiuntiva abusiva di circa sessantatre metri quadri, e un artigiano di Vittoria che aveva violato i sigilli del contatore per consumare a sbafo l’acqua del servizio idrico pubblico. Dopo l’avvio delle indagini cominciate subito dopo ferragosto quando il litorale santacrocese fu passato al setaccio, per cielo per terra e per mare in ordine a ripetuti denunciati episodi di cementificazione selvaggia, erosione della costa e frane, mancata fruibilità del demanio marittimo e occupazione del suolo pubblico, un primo rapporto dell’indagine era stato redatto e depositato in Procura dai militari della motovedetta CC813 di Pozzallo che avevano sanzionato in via amministrativa 15 persone per aver parcheggiato sul demanio marittimo, per un importo superiore ai tremila euro. I militari di mare avevano poi denunciato due persone per aver installato su area demaniale una pedana e un gazebo. Nei mesi successivi l’intervento, i militari del nucleo operativo e radiomobile ibleo avevano proseguito e approfondito gli iniziali accertamenti tesi ad individuare i responsabili delle altre irregolarità riscontrate. Mentre la cartellonistica sulle spiagge e le boe in mare erano risultate tutte regolari, illeciti erano stati ritenuti proprio i blocchi delle vie d’accesso all’arenile, che la legge vuole siano libere e sgombre da qualsiasi cosa.

«Il bene comune deve essere fruibile a tutti»

Non c’è pace per il commissario Montalbano. E per quei villeggianti che, molto prima che il celebre personaggio della fiction televisiva rendesse famosi questi luoghi in tutto il mondo, hanno eletto tali scorci suggestivi del litorale ibleo a propria dimora durante il periodo estivo. Il no al sequestro preventivo del Tribunale della Libertà di alcuni cancelli e sbarre a mare è solo l’ultimo capitolo di una vicenda che, ormai da quasi un anno, stupisce con colpi di scena e risvolti inaspettati, degni della più elaborata delle sceneggiature. “Non conosco i particolari della questione, che non è gestita dal Comune – ha detto il sindaco Franca Iurato – però, dalla mia, non posso che ricordare che l’amministrazione è sempre lieta di mettere a disposizione le carte. Dalla nostra, ci atteniamo a ciò che viene fuori”. Anche le associazioni scendono in campo, e dicono la loro sul dissequestro disposto dal riesame degli sbarramenti a mare. Tra queste la Federazione italiana imprese balneari: “Bene l’attenzione della Procura. Ma si tratta di una attenzione che avrebbe già dovuto riportare l’amministrazione comunale applicando le norme esistenti – così Antonello Firullo, rappresentante della Fiba Confesercenti regionale – benché non conoscendo ancora le motivazioni, con molta probabilità, a mio modesto parere, ci potrebbe essere un qualche collegamento ai motivi di garanzia di un varco libero ogni 150 metri, ci deve essere infatti un passaggio a mare lasciato aperto rispettando questo criterio, anche facendo spazio nel terreno privato, che ricada sulla spiaggia, bene comune che deve essere fruito da tutti. In ogni caso, se tutti hanno chiesto il riesame e solo una parte ha ottenuto il dissequestro, veramente si può definire un successo quello della Procura”. Firullo si augura che questa attenzione, come su Punta Secca, e in generale sulle frazioni conosciute per l’associazione al nome della nota fiction del commissario Montalbano, possa sempre essere la stessa per le altre aree della provincia. “La stagione balneare partirà il primo aprile, come da decreto dell’assessorato regionale alla Sanità – ha detto ancora Antonello Firullo – E’ già tempo di pensare alla bella stagione, che è ormai alle porte. Ci si deve organizzare per bene anche riguardo alla viabilità che, specie nei periodi clou della stagione estiva, rischia di creare non pochi problemi ostruendo nelle giornate di maggiore ressa anche varchi che normalmente sono liberi. In questi casi deve essere l’amministrazione ad adoperarsi con divieti. Sarebbe importante creare anche altre aree parcheggio, espropriando terreni incolti e abbandonati, che in prossimità delle zone a mare non mancano di certo. Esiste una legge che prevede questo tipo di intervento se il proprietario del terreno abbandonato non utilizzi il bene in ossequio alla tutela del bene ambientale”.

Fonte: La Sicilia

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