Altra rissa fra extracomunitari sabato sera in paese: l’intervento dei Carabinieri evita il peggio

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La questione ordine pubblico è sempre attuale. Sabato, verso le 23.30 nei pressi di un locale pubblico, scoppia una rissa, l’ennesima: protagonista un gruppetto di extra-comunitari. Qualcuno di essi aveva alzato il gomito: partono urla, schiamazzi e botte da orbi, uno di loro finisce in ospedale con una prima prognosi di dieci giorni per ferite ed ecchimosi in varie parti del corpo e poteva finire peggio se i militari della locale stazione dei carabinieri non fossero intervenuti con tempestività. La paura e l’insicurezza regna sovrana. I titolari dei vari locali, quando si rifiutano di vendere ancora birra, rischiano nella migliore delle ipotesi la distruzione del locale se non addirittura l’incolumità fisica. Tanti piccoli reati non vengono nemmeno denunciati perché la gente, sbagliando, ritiene che sia inutile. Allora che fare? I militari della locale stazione dei carabinieri risultano in numero insufficiente (solo quattordici uomini in organico), senza contare i normali turni di riposo e la copertura di ben tre turni di lavoro. Il territorio di loro competenza abbraccia la bellezza di 118 km quadrati, a fronte del territorio comunale di S.Croce che è soltanto di 40 km quadrati, quindi la giurisdizione di questi paladini della legalità si allarga a dismisura sui territori circostanti a cui devono badare. E’ del tutto evidente che i residenti (quando lo dichiarano) di quelle zone che ricadono sulla carta in altre città limitrofe, orbitano tutti sulla nostra cittadina che territorialmente è la più vicina. Adesso è arrivato il momento che,  chi ne abbia le competenze, risolva questo problema. Ormai non passa giorno che non succeda qualcosa. Nascondere la polvere sotto il tappeto non serve a nessuno, il problema esiste e bisogna che qualcuno se ne faccia carico, senza ipocrisie e senza falsi perbenismi.

Salvo Dimartino

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