Disperati e senza lavoro, i motivi di chi ha protestato: “Stop incarichi esterni, ci basta un lavoretto”

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Può la forza della disperazione portare un individuo a compiere gesti eclatanti pur di ricevere l’attenzione meritata? Questo è quanto è accaduto lunedì mattina di fronte al Comune di Santa Croce Camerina, dove un uomo, Giovanni Gurrieri si è incatenato per ricevere delle risposte alle sue ripetute richieste. Lui, ed altri che versano in situazioni analoghe, sono stati ricevuti dal sindaco Franca Iurato che, nell’ascoltarli, ha cercato di trovare una soluzione alla problematica. Di seguito riportiamo le testimonianze dei diretti protagonisti. “Il problema è la mancanza di lavoro in questo paese – ha dichiarato Giovanni Gurrieri -. Io non riesco a pagare le bollette, sono 6, non ho da mangiare a casa, un supporto me lo devono dare. Lavoro uno-due giorni a settimana, faccio il pizzaiolo. Ho fatto domanda da tutte le parti ma non mi hanno dato risposta”. Non manca chi è giunto in loco per dare un sostegno morale, essendo in una situazione analoga: “Io sto sostenendo i ragazzi – ha ammesso Giovanni Barone -, siamo in tanti ad avere difficoltà. Io vivo con una pensione di 480 euro mensili ed ho mio figlio che non sta lavorando. Al sindaco siamo venuti solo a chiedere lavoro e ci ha risposto che non può fare niente, dipende dalla Regione. Una cosa potrebbe fare: invece di dare l’appalto dell’immondizia alla ditta Busso, perché non rifanno quella comunale e fanno lavorare i santacrocesi? Dicono che non si può perché siamo in Europa. Sono tutte stupidaggini. Ci hanno proposto di andare alla Caritas per un pacco di pasta, i pelati, una bottiglia d’olio. Stiamo tornando a 60 anni fa”. “Il sindaco dice che si sta muovendo, domani abbiamo un incontro per trovare una soluzione – ha aggiunto Massimo Cascone -. Il sindaco può fare solo da portavoce, però non deve parlare solo al telefono, deve andare dalle istituzioni più alte. Deve battere i pugni sul tavolo, altrimenti di noi se ne fregano. Quando Crocetta è salito (come Presidente della Regione) è venuto a Santa Croce per ringraziarci perché ha preso un sacco di voti. Non ci deve abbandonare così. Deve venire qua e dare conto dei disagi”. Sono disposti ad andare a Palermo, anche a Roma se necessario. Quello che chiedono è aprire qualche cantiere, pulire la fascia costiera, un lavoro onesto anche per 600 euro al mese che permetterebbe loro di avere il necessario. “Gli appaltatori si prendono pacchi di soldi, invece si devono fare lavorare i ragazzi di Santa Croce” hanno insistito. “Le case popolari sono abbandonate da sei anni – ha aggiunto Gurrieri – ora passano altri 20 anni e poi le buttano giù e costruiscono le altre e vanno avanti così”. Massimo Cascone ha aperto una piaga ancora più devastante: “Io ho lo stesso problema dell’uomo che si è dato fuoco a Vittoria. Per un debito di 4200 euro vogliono mettermi la casa all’asta, dopo 11 anni che pago. Con gli interessi sono arrivati a quasi 20.000 euro e non mi vogliono dare la possibilità di pagare poco a poco, perché ho ancora 4 anni di mutuo da pagare. In casa siamo in 6, siccome ho un fratello con una disabilità, risulta che superiamo il reddito. Spero che mi sblocchino questo problema. Il sindaco si è messo davanti, fino a quando non esce il decreto legge sulla situazione. Alla Serit a Vittoria i muri sono tappezzati di pignoramenti, c’è più del 70% di immobili pignorati. Io voglio pagare, ma non con il 12,7% di interessi. Datemi la possibilità, bloccando gli interessi, di farmi pagare a rate. Come faccio a pagare il mutuo più questa rata? Adesso ho preso lavoro come pizzaiolo per tre mesi, ma ho tre figlie, come faccio? Molti non vengono a protestare perché si vergognano, ma siamo in tanti”. Prima di ritornare alla loro vita di sempre, il signor Russotto, del Movimento dei Forconi,  venuto anch’esso a sostegno degli intervenuti, ha dichiarato:  “Vorrei fare un appello più ampio. Il sindaco ci ha invitato a fare un tavolo aperto per le esigenze di Giovanni Gurrieri, io vorrei dire che dobbiamo rispettare la dignità dell’uomo e quello che dice l’articolo 1 della nostra Costituzione italiana. Noi chiediamo lavoro, solo il lavoro”. A quanto è stato detto non pare necessario aggiungere altro.

Antonella Galuppi

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