La casa-famiglia diventa ufficio, Mandarà: “Grazie a chi ci governa torniamo indietro di 50 anni”

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Si concluderà nelle prossime settimane un lungo iter che riguarda il trasferimento di alcuni uffici comunali – settore tecnico – nella sede di via Alberto Moravia, spodestata della sua funzione originaria di “Casa Famiglia”. La Don Gnocchi, dopo aver dato lustro a Santa Croce e aver ospitato soggetti con disabilità mentale, è stata dimessa un paio di anni fa e adesso va in pensione nel silenzio più assoluto. “Nessuno ha fatto nulla per salvarla – spiega Piero Mandarà, ex assessore comunale e provinciale alle Politiche Sociali e leader del movimento ‘Tutti x Santa Croce’ -. Il primo obiettivo del nuovo sindaco, fin dal suo insediamento, è stato quello di cambiare la destinazione d’uso della struttura. Senza tener conto della sua utilità e del richiamo della fasce più deboli della popolazione, che in questi mesi sono state abbandonate a se stesse. Sulle tematiche sociali l’Amministrazione Iurato si è dimostrata totalmente assente: ha preferito concentrarsi sull’acquisto delle fioriere e sui litigi interni, ma non ha trovato la forza di dare risposte alle categorie svantaggiate. Non è stata allestita una sola politica per l’immigrazione, per la povertà, per i minori o gli anziani, per la non-autosufficienza, per il disagio mentale, per le mamme o i papà sfrattati e senza dimora: il vuoto cosmico”. Per rimettere assieme i cocci dell’ex Don Gnocchi sono serviti anche parecchi soldi: “Diecimila euro per i lavori di adeguamento, come da delibera n° 30 del 14/02/13. Altri quarantamila per il trasferimento e le operazioni di arredo e ristrutturazione per usi tecnici, come riportato in questi giorni da una fonte attendibile di Palazzo di Città. In quest’ultimo caso attendo di prendere visione della delibera e spero in una cifra ritoccata verso il basso, ma se tutto fosse confermato ci troveremmo di fronte a una spesa di 50mila euro, che sarebbe stato utile investire proprio nelle politiche sociali. E invece qual è la brillante idea dell’Amministrazione? Cancellare l’unica struttura finalizzata all’accoglienza di disabili mentali per far posto ad alcuni dipendenti comunali, che sono sempre meno per quiescenza pensionistica e paradossalmente si ritroveranno isolati dal contesto generale.  La Don Gnocchi era stata finanziata per finalità sociali, ristrutturata successivamente per i medesimi obiettivi e per questo accreditata dalla Regione. Oggi ce la portano via senza uno straccio di un motivo valido. Senza sviluppo sociale non potrà mai esserci una crescita culturale”. Le decisione è già stata presa, ma Piero Mandarà e il suo gruppo ‘Tutti x Santa Croce’ promettono battaglia: “Faremo le barricate e chiederemo alla magistratura di indagare, per capire se dietro questa presa di posizione si nascondono interessi privati o secondi fini. Il sindaco e gli assessori hanno il dovere morale, non politico, di spiegare a noi e a tutti i cittadini l’origine delle loro scelte. Con questo modus operandi rischiano di far tornare il paese indietro di 50 anni da un punto di vista sociale ed economico: le ultime mosse, d’altronde, hanno sancito una dichiarata incapacità amministrativa. Anche l’annientamento etico della Don Gnocchi fa propendere a un suggerimento responsabile: dimettetevi!”.

Redazione

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