I bagni pubblici in centro disturbano gli abitanti di Punta Secca: scatta una raccolta firme

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Per la stagione estiva in corso, i bagni pubblici sono stati allocati in via Paolo VI, a due passi da piazza Concordia, su indicazione dell’Amministrazione comunale. Una scelta maturata per venire incontro alle esigenze dei numerosi avventori del centro della borgata a mare di Punta Secca, come hanno avuto modo di chiarire da palazzo di città nei giorni scorsi. Ma ai residenti della strada centrale della frazione la decisione non piace. Con una raccolta di firme gli abitanti di via Paolo VI dicono no ai servizi igienici in questione, non sistemati in quel punto almeno. «Non sono stati nemmeno rispettati i parametri contemplati in casi del genere – ha commentato il signor Salvatore Barone, uno dei promotori della petizione -. Abbiamo anche chiesto la perizia di un geometra, parere che andrà a corredo della raccolta firme, già trenta in un pomeriggio, che presenteremo a palazzo di città. E non abbiamo chiamato i turisti, che vengono qui solo per qualche settimana e che, magari, non hanno abbastanza elementi per formulare un parere consapevole a riguardo. Al di là dell’impatto estetico e dei disagi che può comportare la prossimità di bagni pubblici alle abitazioni, e ad una delle piazzette principali del luogo, vogliamo sottolineare che le distanze dei bagni dalle finestre delle case vicine non sono quei 10 metri previsti in casi di questo tipo ma, bensì, di 8,50 metri. Lo provano le verifiche dell’esperto e, questo, lo faremo presente a chi di dovere. Per non parlare dei secchi della spazzatura, sempre allocati in prossimità di questa piazzetta. Di sei solo due sono provvisti di coperchio. Mentre quelli nuovi e dotati di copertura sono posizionati lungo la circonvallazione. Non solo i residenti, ma anche i turisti sono costretti a convivere con uno sgradevole lezzo». Il comitato ha chiesto a Giovanni Barone, leader del gruppo di opposizione “Noi ci crediamo”, di farsi portavoce della questione. «In pratica – ha commentato – hanno creato quella che sembra una vera e propria baraccopoli, proprio all’ombra del faro. Sicuramente una decisione infelice».

Fonte: La Sicilia

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