Il pronto soccorso non c’è e il comando dei vigili non risponde: chi garantisce la sicurezza in paese?

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Curiosando fra le notizie degli altri quotidiani, ci ha colpito un articolo a firma di Antigone, che conosciamo benissimo; quindi, facendo un po’ di conti, riteniamo che il “paese qualsiasi” citato nel pezzo altro non è che la nostra S.Croce. Quello che la collega racconta (LEGGI QUI) è davvero molto grave, non tanto per il fatto in sé, ma per alcuni aspetti che la vicenda raccontata racchiude al proprio interno. Quindi alcune considerazioni sono doverose. Primo: se effettivamente i fatti sono andati nella maniera descritta – e cioè che, un operatore del 118 chiama ininterrottamente dalle 15 alle 16 il comando dei Vigili Urbani (per segnalare una situazione di una certa gravità) senza ricevere alcuna risposta – già di per sé destano apprensione, perché significa che, in quel lasso di tempo, il presidio è sguarnito. E’ ancora peggio se, una volta ottenuta una risposta, ci si senta dire “nun ci putiemu fari nenti”. Se tutto ciò fosse vero, siamo davvero messi male. Seconda considerazione: se una persona si ferisce e si reca nel presidio sanitario di S.Croce, quantomeno per ricevere un primissimo intervento, deve passare dalle 20 in poi. In altre ore del giorno si deve arrangiare perché nella nostra città non esiste un posto di primo intervento, c’è solo la postazione del 118 e, poi, come accennato prima, il servizio di guardia medica che inizia solo nelle ore serali. Terza considerazione: il malcapitato della vicenda raccontata pare sia rimasto chiuso all’interno di un gabinetto pubblico e che, per poter uscire ha dovuto rompere il vetro della porta, (ferendosi ad un polso, con perdita di sangue) perché evidentemente l’apertura di quella struttura funziona solo dall’esterno. Il soggetto, protagonista suo malgrado, è un uomo adulto con qualche problema, ma poteva essere un bambino, un anziano, un portatore di handicap e restare “prigioniero” in una struttura comunale “aperta” al pubblico è davvero una cosa da non credere. Intanto l’operatore del 118, da noi individuato e interpellato, ci ha confermato tutto, ci ha pure detto di aver informato della vicenda il sindaco e ha relazionato ai militari della locale stazione dei carabinieri. Noi prendiamo atto di quanto appreso, ad altri spetta l’onere di accertare quello che effettivamente è avvenuto.

Salvo Dimartino 

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