La dura battaglia delle sigarette elettroniche: “Lo Stato ci tassa, saremo costretti a chiudere”

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Negli ultimi tempi in tutte le città – e S.Croce non fa eccezione -, sono sorti negozi specializzati nella vendita di E-CIG, ovvero le sigarette elettroniche. In breve tempo sempre piu fumatori hanno abbandonato le sigarette tradizionali per passare alle E-CIG. Pare che i monopoli di stato ne abbiano stimato un calo nelle vendite di circa il 30%. Ovvio che ne hanno risentito le casse statali, perché le sigarette forniscono un gettito fiscale non indifferente, quindi ecco l’idea: tassare le E-CIG, ma non con una tassazione normale (quella c’è gia) ma al 58,5%. “Tutto questo non è corretto – afferma  Antonio Dipasquale -, lo stato italiano uccide il mondo delle sigarette elettroniche, che con quella tassa assurda, quando entrerà in vigore, penalizzerà la salute dei  cittadini ,  porterà alla chiusura di molti punti vendita specializzati. Si aumenta, quindi, la disoccupazione, specie giovanile, che in qualche modo aveva trovato un sbocco lavorativo e si gioca con la salute degli italiani in quanto si tassa un prodotto antifumo. Ci stanno portando al collasso”. “Altre ombre si profilano all’orizzonte – rincara la dose Paolo Caggia, che è stato il primo ad aprire un negozio di E-CIG a Santa Croce -, pensate che i cervelloni dello stato stanno per rendere operativa una norma che  creerà problemi economici a queste realtà. Difatti, ci vogliono equiparare ai tabaccai e quindi farci pagare una somma rilevante come deposito cauzionale, essendo le nostre delle piccole realtà imprenditoriali non ci possiamo permettere esborsi di un certo tipo, per tale motivo saremmo costretti a chiudere”.

Salvo Dimartino

Nella foto sotto Antonio Dipasquale

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