Montalbano può diventare una cassa di risonanza negativa per la nostra agricoltura di C.Mandarà

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Leggo con estrema sofferenza la nota di solidarietà di Rosario Pluchino ad Angelo Giacchi, un imprenditore agricolo che, preso al laccio da una crisi sempre più crudele, rischiando di perdere il frutto di anni di duro lavoro, sta attuando un prolungato sciopero della fame per attirare l’attenzione sul problema dei mancati affidamenti bancari a quanti richiedono un aiuto finanziario per avviare la campagna di produzione. Ed è un cane che si morde la coda. Mi diceva, qualche mese fa, un agricoltore anch’egli in sofferenza con le banche, quando si parlava di marchio d’origine dei prodotti agricoli, argomentando con quella logica femminina semplice eppur valida dello scarpone grosso e del cervello fine, che tutto l’affanno e l’impegno finanziario non indifferente di volere creare un logo ai nostri prodotti, abbinandoli alla fantasia televisiva di un personaggio come Montalbano, destinato come tutti i fenomeni televisivi a scomparire, non avrebbero creato una sola opportunità in più se non si fosse intervenuti amministrativamente, ricercando le soluzioni più idonee, sul versante di una semplificazione della concessione di aiuti (sic!) da parte degli istituti finanziari. In assenza di risorse per l’avvio della produzione ed il proseguo con tutto quanto occorre per dare e garantire qualità ai nostri prodotti e farne eccellenza, anche il marchio sarebbe stato un’indicazione di prodotto non da privilegiare ma da scartare. Lì per lì pensai che il catastrofismo sta sempre dietro alla porta di ogni tentativo di innovazione, anche per quella critica gratuita ad ogni iniziativa amministrativa. Centomila euro per un logo che non dà garanzie sull’origine territoriale del prodotto sono anche troppi ed ora, che giungono voci di intere partite di prodotti agricoli che vengono distrutti nei mercati del nord perché scadenti e non commerciabili, mi rendo conto che le mancate risorse, da investire per dare qualità al prodotto per farne eccellenza, faranno scadere sempre più i nostri prodotti ed il marchio che indica la provenienza può diventare cassa di risonanza negativa. Devo dare atto che lo scarpone grosso non smentiva ancora una volta il cervello fine. Se la politica avesse una volta tanto orecchi per chi fa i conti alla femminina!

                                              Carmelo Mandarà

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