Prima le molestie ai passanti, poi la violenza sessuale: a distanza di tre mesi Abdelkarim torna a colpire

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Abdelkarim Elmnacer: il nome di quest’uomo forse non vi dirà nulla. E invece dovrebbe. Si tratta del tunisino di 33 anni che nella notte fra domenica e lunedì si è infilato nella tenda di tre turiste romane, sistemata sulla spiaggia delle Anticaglie, e ha abusato di una di loro. Il fatto, riportato da tutte le cronache nazionali (da Sky al Corriere della Sera) ha avuto il solito impatto negativo, a livello di immagine, sul nostro territorio. Ma, passata la tempesta, è doverosa una precisazione. Il violento, perché non può definirsi altrimenti, era già entrato in azione nella borgata di Punta Secca. Lo aveva fatto la scorsa primavera, nel mese di maggio, quando, totalmente ubriaco, aveva cominciato a molestare i passanti e fermare le auto, tentandosi di buttare in mezzo alla strada. I Carabinieri di Santa Croce lo avevano arrestato per “violenza, resistenza e oltraggio a un pubblico ufficiale, lesioni, rifiuto di fornire le proprie generalità e ubriachezza”. Insomma, sulla testa del tunisino pendeva qualche capo d’imputazione non secondario e per lui si stava valutando persino l’espulsione dal Paese. A pochi mesi di distanza, e con qualche ricciolo in più, Abdelkarim è tornato a colpire. Le turiste romane non dovevano trovarsi lì (è espressamente vietato l’accampamento in spiaggia), ma la violenza sessuale è un reato ben più grave e odioso. La domanda che sorge spontanea è la seguente: perché quell’uomo era nelle condizioni di agire indisturbato? La cittadinanza, attraverso i commenti sul nostro sito e sui social, è tornata a chiedere controlli e sicurezza. Qualcuno semplicemente l’applicazione della legge.

Paolo Mandarà

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