Pronti a un’indigestione di telecamere? Videosorveglianza e automobilisti, la legge è pronta

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Saremo spiati sia di giorno che di notte, le videocamere ci seguiranno in ogni momento e forse in ogni luogo e il Grande Fratello diventerà un grande business. Tanto ormai sembra l’unica arma che lo Stato riesce a impugnare. E non ci sarà possibilità di opporsi. Le telecamere saranno il nuovo strumento per eccellenza. Che si tratti del Fisco, delle banche o della polizia poco cambia: il Grande Fratello vivrà e lotterà insieme (e contro) di noi. Si deve comunque partire dal principio che la libertà del cittadino è sacra e che le telecamere sono un mezzo non certo trasparente e che non dà garanzie sulla reale tutela del diritto alla privacy.

Tra qualche settimana le telecamere dei Tutor, dei varchi Ztl, del Telepass saranno le nuove “spie” delle forze dell’ordine. Serviranno a scoprire chi guida senza casco, senza assicurazione, contromano, con la revisione scaduta, con un fanale o uno specchietto rotto, senza luci, senza stop, senza tergicristalli e così via… E non solo, tutte le amministrazioni metteranno a punto un sistema di videosorveglianza con le telecamere che vedrete in ogni angolo della strade (statale, provinciale, cittadina, autostrada che sia) pronte a registrarvi 24 ore su 24. Un flusso continuo e costante. Una volta registrata la vostra targa, i dati finiranno al Centro nazionale accertamento delle infrazioni (Cnai) di Settebagni e, grazie al collegamento con la banca dati della Motorizzazione, i funzionari addetti al servizio verificheranno eventuali anomalie e in quel caso la multa sarà pronta a essere spedita al destinatario anche il giorno dopo.

Il sistema di controllo “da remoto” è già una realtà in alcuni Paesi europei, per esempio in Germania. In Italia se ne parla da almeno tre anni, ne era stata annunciata l’entrata in funzione per il 15 febbraio scorso, poi la modifica della normativa inserita nel decreto “Destinazione Italia” è saltata. «Per un cambiamento così importante e invasivo, serve una legge», si disse. Nel frattempo i tecnici del ministero dell’Interno e dei Trasporti sono andati avanti, riuscendo a mettere a punto il cuore automatico del Grande Fratello degli automobilisti. L’obiettivo principale della riforma del sistema di accertamento resta però il “popolo dei senza assicurazione”. Secondo Ania, in Italia girano circa 3,8 milioni di mezzi senza polizza o con contrassegno scaduto. La sanzione minima prevista è di 841 euro più il sequestro del veicolo ma ai cittadini sarà concesso un periodo di tempo per mettersi in regola con la compagnia assicurativa. Quanto tempo? L’emendamento bocciato a gennaio prevedeva almeno 15 giorni. Ancora non c’è nulla di ufficiale. Manca l’ok del Parlamento sulla legge, ma i partiti sono tutti d’accordo.

Per carità, ben vengano i controlli e chi trasgredisce le norme del codice della strada va sanzionato. Ma con questa rivoluzione non ci sarà nessun preavviso e nessuna flessibilità, la privacy verrà in qualche modo violata e la contestazione potrà essere fatta solo a notifica avvenuta. E a spese del contribuente. Sicuri che sia la strada giusta?

Piero Mandarà

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