Barone costretto a spogliare S.Croce delle sue opere: “Forse è colpa delle critiche sui social…”

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Da circa venti giorni sono state rimosse tutte le opere che il maestro-artigiano Antonino Barone aveva donato alla città e che erano posizionate in punti strategici del paese. Anche la statua di Montalbano è stata rimossa dalla piazzetta all’ingresso di Punta Secca. Abbiamo voluto sentire dalla viva voce di Barone cosa fosse mai potuto accadere per un cambio di rotta così repentino da parte degli organi istituzionali del Comune di Santa Croce. “Francamente non me lo so spiegare – ammette  amareggiato -. Ho cercato di sapere, capire, ma il dirigente dell’ufficio tecnico, l’architetto Mormina, mi ha risposto che il permesso per le esposizioni scadeva il 31 agosto e che quindi, dovevo rimuovere il tutto. Ho fatto notare alla dirigente che non mi risultava alcuna scadenza di concessione, ma non sono riuscito a sapere altro. E’ inspiegabile, nessuno degli amministratori si è fatto sentire per spiegarmi, nemmeno il Sindaco che pure mi aveva autorizzato ed era entusiasta per le donazioni e del regalo che avevo fatto alla mia città che adoro e amo. Sono deluso del comportamento di chi ci governa, ma nello stesso tempo auspico che le mie creazioni ritornino presto al loro posto. In fondo non avevo chiesto niente, non ho ricevuto niente. Tutto è stato prodotto e posizionato a costo zero per le casse del Comune. Continuo ad essere perplesso, la cagnara che si è scatenata per effetto della statua di Montalbano forse ha inciso su questa decisione presa dagli amministratori. Poche persone hanno criticato il “lavoro” mentre la statua è risultata oggetto di foto e riprese video da parte di un numero considerevole di turisti che evidentemente hanno apprezzato, a differenza di qualcuno. Questi sono fatti e non chiacchiere da Social. La mia vena artistica è nata fin dai tempi delle scuole medie. Il compianto prof. Panebianco, all’epoca insegnante di Educazione Artistica, mi ha spinto a coltivare questa mia passione che nel corso degli anni è cresciuta e si è affinata, fino a creare le opere  in oggetto, frutto di duro lavoro e di nottate, tempo sottratto al mio lavoro di fabbro. Lavorare l’acciaio inossidabile non è uno scherzo: con grande esborso economico ho realizzato e concretizzato le mie passioni artistiche, senza voler dimostrare niente a nessuno, semplicemente dare sfogo alle mie emozioni nel creare qualcosa”. Insomma, da questa chiacchierata viene fuori uno spaccato di uomo e artista orgoglioso delle sue origini e delle sue passioni, gratificato dalle esposizioni pubbliche delle sue opere, ed ora, dopo questa vicenda per certi versi grottesca, avvilito, ma speranzoso di poter ancora essere utile alla comunità santacrocese. “La stragrande maggioranza  mi stima e mi spinge a non mollare” spiega Barone. Con questo auspicio termina questo incontro con colui che, per una buon fetta dell’estate appena trascorsa, ha monopolizzato le discussioni sui media e sui social-network. In bocca al lupo, umile artista-artigiano-uomo, orgoglioso e fiero di essere santacrocese.

 Salvo Dimartino

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