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Consiglio infuocato: revisore dei conti di parte, l’opposizione esce

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La seduta del Consiglio comunale del 30 marzo è stata imprevedibile e surreale. Quella che doveva essere una seduta-lampo si è rivelata una gara ad ostacoli di durata indefinita. Il tutto per deliberare su un punto, tra quelli all’o.d.g., relativo alla “elezione” di uno dei Revisori dei Conti. Tra i cinque candidati il consigliere Agnello ha soffermato la sua attenzione su di uno che, guarda caso, risulta collaboratore di una società di lavoro interinale, il cui amministratore è anche assessore della Giunta Iurato, con delega, tra l’altro, al bilancio.

Dopo una serie interminabile di richieste di sospensione, e le reiterate richieste dei consiglieri di opposizione di discutere e votare su un nome condiviso secondo criteri politici (così si sono espressi i consiglieri Agnello, Portelli e Pernice), il gruppo di maggioranza ha proceduto alla elezione a scrutinio segreto, dopo che l’opposizione, al fine di palesare il proprio dissenso per i metodi e le scelte della maggioranza, eticamente discutibili (ma forse anche giuridicamente opinabili), ha abbandonato la seduta. Questa soluzione è stata condivisa anche dal consigliere Pluchino e dal consigliere Di Marco. Per un’elezione valida occorrevano 8 voti validi. Ma… colpo di scena: lo scrutinio dà 7 voti validi, tutti vertenti sul candidato ‘in odore’ di commistione, tale dott. Michelangelo Aurnia, e uno non valido (viene segnato il nome “Arnia”). L’elezione non è valida ma, dopo accese polemiche e l’ennesima sospensione, viene rifatta e, come per magia, Aurnia sia!!! Morale: gli ordini del Capo non si discutono. Gli altri punti all’o.d.g.? Un contentino all’opposizione (un po’ interessato e in odore di opportunismo politico): la votazione all’unanimità della mozione sull’IMU agricola. Quisquilie… come diceva l’immortale Totò!

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Redazione

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