“Il muro del silenzio”

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Se un alieno capitasse per caso in questo nostro paese e non avesse modo di fermarsi nel centro storico oppure in qualche rotatoria principale, certamente l’impressione che ne ricaverebbe sarebbe quella di un’isola felice dove tutto scorre serenamente, dove i cittadini non hanno motivi per lamentarsi, dove tutto funziona alla perfezione. Considerato, poi, il silenzio politico che vi regna sovrano, penserebbe che i problemi che affliggono il resto degli italiani, qui, siano stati tutti risolti e nessuno ha motivo di protestare.

Ma io che extraterrestre non sono, che in questo paese ci sono nato, cresciuto e vissuto, che non ho mai lontanamente pensato di lasciarlo per cercare lidi migliori, che nutro affetto per i cittadini e interesse per i loro problemi, non sono dello stesso avviso. Da qui il bisogno irrefrenabile  di continuare a dire la mia sull’attuale situazione politico-amministrativa e sui disservizi quotidiani che riguardano la Città del Sole, a costo di attirarmi le critiche di qualcuno; critiche che, se costruttive e dette in buona fede, ascolterò volentieri. L’unica cosa che non desidero sentirmi dire è la solita frase: “E’ più facile criticare che costruire, in buona sostanza è più facile fare delle parole anzichè dei fatti”.

Sono dell’avviso, invece, che ogni cittadino abbia non solo il diritto ma, soprattutto, il dovere di interessarsi alla cosa pubblica nell’interesse suo e degli altri. La partecipazione alla vita democratica sta alla base del contratto sociale che ogni cittadino tacitamente sottoscrive vivendo in una comunità. Ci sono persone che sperano nella fortuna, si accontentano di quello che hanno e non alzano un dito per cambiare le cose che non funzionano; ce ne sono altre che, al contrario, si mettono in gioco per dare forma ad un mondo migliore: per se stesse, per le generazioni future, per tutti.

La mia attenzione questa settimana è rivolta alla scarsa considerazione e limitata sensibilità manifestata da parte delle associazioni ambientalistiche e da chi dovrebbe effettuare i controlli, sulla gestione e manutenzione dei muri a secco che speculatori senza scrupoli, infischiandosene degli aspetti naturalistici e paesaggistici, progressivamente stanno danneggiando e saccheggiando nelle campagne del nostro territorio per poi utilizzare le migliori pietre per l’abbellimento di ville o altro. Mi riferisco in particolare a quella rotatoria tra la SP 36 che da Santa Croce porta a Marina di Ragusa e la SP 124 (il costo totale dell’opera è stato di 700 mila euro compresi i muri a secco) realizzata dalla Provincia Regionale di Ragusa che adesso non esiste più, oppure alla zona limitrofa del centro Diurno Terza Primavera. Dopo diverse segnalazioni fatte dal sottoscritto ad alcune figure istituzionali viene da chiedersi: perché le varie amministrazioni comunali e provinciali con le proprie competenze, i loro uffici preposti non sono mai intervenuti? Perché i consiglieri comunali che dovrebbero svolgere attività di controllo e segnalazione ignorano la questione? Come mai le associazioni ambientalistiche non si occupano anche di questi problemi? Perchè non si chiede alle forze dell’ordine di fare delle indagini? A chi spetta effettuare i lavori di ripristino di questi caratteristici muretti, simboli e emblemi della cultura contadina del nostro territorio?

L’ultima riflessione la voglio riservare ai consiglieri comunali di Santa Croce che, fermo restando il rispetto per le singole persone, non mi pare abbiano brillato né per impegno né per capacità, non si sono distinti per verve e per l’abilità di incalzare su temi e argomenti. Non hanno inciso più di tanto e certamente non lasceranno tracce indelebili del loro lavoro e della loro presenza in Consiglio comunale. Quelli dell’opposizione, poi, hanno avuto una insperata fortuna: quella di trovarsi di fronte ad un Sindaco e ad una Giunta che ha offerto una miriade di opportunità di critica. Non ne hanno saputo approfittare e quelle poche volte che ci hanno provato, lo hanno fatto in maniera così soft che nessuno se ne è accorto (tranne qualche rara eccezione). Tant’è vero che fino ad oggi, il Sindaco e la sua maggioranza hanno sempre dormito sonni tranquilli.

Il nostro, purtroppo, è un paese strano. Non ha una forte identità politica e culturale, non ha memoria storica, non ha coerenza e nemmeno capacità di indignarsi. Manca la partecipazione attiva e consapevole alle scelte della politica e si lascia sedurre dalle cose effimere; certe volte si indigna ma non è capace di avere comportamenti conseguenti. In politica vota per l’uno o per l’altro non perché ha cambiato idea ma perché spera che l’altro sia diverso e migliore. “Meditate gente, meditate”.

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