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Imbarazzo e fuga a Punta Braccetto: il vescovo attacca, il sindaco se ne va

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Momenti di tensione ed imbarazzo si sono registrati domenica a Punta Braccetto, durante la messa in onore della Madonna del Tindari. Protagonisti della vicenda: da un lato S.E. monsignor Carmelo Ferraro, Arcivescovo emerito ed ex Vescovo di Agrigento; dall’altra Franca Iurato, sindaco di Santa Croce. Il religioso, durante la sua omelia di fronte a 250 persone (la Iurato era seduta in prima fila, c’erano anche alcuni ex amministratori), non ha risparmiato un attacco frontale ai gestori della cosa pubblica: “Date a Dio ciò che è di Dio e a Cesare ciò che è di Cesare – ha esordito Ferraro -. Non si può utilizzare il potere spendendo 50 mila euro per una telecamera a Punta Secca, andare a fotografare la gente e fargli pervenire le multe fino a casa. Questo è utilizzo improprio di potere. Il mandato ricevuto dalla gente non prevede tutto ciò, il potere va utilizzato per il bene comune”. Il prelato poi ha acceso i riflettori sulla questione Punta Braccetto, le cui competenze ricadono a metà fra i comuni di Ragusa e Santa Croce: “E’ inammissibile e incomprensibile che una borgata turistica importante come Punta Braccetto non sia dotata tutt’oggi della rete idrica e fognaria. La politica dovrebbe essere al servizio della gente e tutelare i bisogni primari e essenziali come l’acqua che rappresenta un bene pubblico e comune. I cittadini sono stanchi di anni di attese e promesse su promesse che non si concretizzano mai”. Al termine della messa il sindaco Iurato, visibilmente adirata, si è sfilata la fascia tricolore di rappresentanza e ha disertato la processione del simulacro, andando via senza intrattenersi. Una rottura o un incidente diplomatico? Quello che passerà alla storia come lo “schiaffo di Punta Braccetto” (ricordate Anagni e lo schiaffo, in quel caso, a papa Bonifacio VIII?) ha generato sicuramente una buona dose di imbarazzo…

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Redazione

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