Vincono famiglie e studenti pendolari: fino a giugno si viaggia gratis

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Un incontro dai toni piuttosto accesi è quello che si è svolto presso la sala consiliare del comune di Santa Croce. Da una parte genitori e studenti pendolari e dall’altra il sindaco Iurato, affiancata dalla dirigente ai Servizi sociali, Antonella Gulino, e dal ragioniere capo, Bruno Busacca, nonché dagli assessori Aprile, Corallo e Cuciti. Lo scopo che ci si proponeva era un confronto proficuo circa un problema scottante per numerose famiglie, cioè il trovarsi da gennaio 2016 a dover pagare una quota del trasporto studenti fuori sede, cosa che fino ad allora era stata appannaggio interamente del Comune. Entrata in aula il sindaco ha subito voluto precisare alcuni punti che, a suo avviso, erano poco chiari e ha letto l’articolo 34 della Costituzione dato che molti studenti e genitori rivendicavano il diritto allo studio. “Non vorrei fare una lezione di educazione civica ma corre l’obbligo per chiarire il famoso diritto allo studio” ha dichiarato il sindaco Iurato. Poi, ritornando alla situazione specifica ha continuato: “È stato sempre garantito il trasporto degli alunni. Da quest’anno, da un punto di vista contabile, è cambiato tutto. Noi rendendoci conto della situazione di difficoltà abbiamo dovuto prendere delle decisioni. Non dobbiamo fare passare il messaggio che i mutui sono collegati al trasporto alunni, è vergognoso, sono due cose separate. Tutti i sindaci d’Italia per fare opere pubbliche accendono dei mutui. Fino al 2011-2012 il servizio trasporto era un servizio delegato che i comuni svolgevano per conto della regione. Da alcuni anni non è così, prima si rendicontava e loro rimborsavano. Da quest’anno è cambiato tutto dal punto di vista contabile nella gestione dei comuni, da qui c’è stata la fretta di chiudere questi mutui. Non abbiamo voluto toccare l’assistenza domiciliare per gli anziani ed il trasporto dei disabili. Abbiamo fatto questa gradualità. Se la regione ci dovesse riconoscere questi soldi noi li possiamo rimborsare”.

In definitiva si chiede ai genitori di contribuire alle spese di trasporto dei figli per un importo pari al 35% dell’intera spesa pro-capite, cosa che ha fatto imbestialire tanti genitori, soprattutto perché non c’è stato un avviso anticipato e molti si sono trovati di fronte a questa spesa proprio al momento di prelevare il tesserino presso l’agenzia autobus. “Noi genitori vogliamo avere la possibilità di mandare i nostri figli a scuola perché la scuola è un obbligo – ha detto uno dei papà presenti -. Non possono dirmi che negli altri comuni si paga, perché lì ci sono le scuole superiori. Mio figlio frequenta il primo anno di chimico a Ragusa e dovrò pagare circa 30 euro per questo mese. E chi ha due figli? E chi ha i figli che studiano a Pozzallo? Se non avremo delle risposte non manderemo i figli a scuola perché non abbiamo la possibilità. La cosa che disgusta di più è che all’improvviso, senza un preavviso, abbiamo saputo di questo cambiamento. Dicono che sono state spedite delle lettere ma noi non le abbiamo ricevute”. “Chi non aveva la possibilità di collegarsi ad internet non ha saputo niente, è arrivato per prendere il tesserino ed ha trovato la sorpresa – ha aggiunto Patrizia Ruggeri, una delle mamme – . Loro sono sicuri che un genitore arriva lì e si trova quei soldi in tasca sul momento?”. “Io ho due figli e per questo mese pagherò 25 euro per ciascuno ed il prossimo saranno 35 euro per ciascuno, quindi come devo fare? A casa mia lavora solo una persona. I ragazzi devono anche mangiare durante il rientro e quindi le spese aumentano. Noi le tasse le dobbiamo pagare con tutti gli aumenti…” ha aggiunto un’altra mamma esasperata. “Abbiamo scelto la soluzione migliore – ha giunto il sindaco Iurato perorando la causa del contributo in forma ridotta da parte dei genitori, ribadendo che comunque il comune si sarebbe accollato il 65% dell’importo totale – Ci hanno tagliato un milione di euro – ha continuato – quindi abbiamo cercato di ritagliare”. “Ci può dire in quali settori ha ritagliato?” ha chiesto una mamma e quando il Sindaco ha iniziato a rispondere, partendo dallo sport, vi è stato un coro di dissensi perché i genitori hanno ribadito a gran voce che si tratta di un settore anch’esso molto importante per i ragazzi.

Immediata la replica dove si è sottolineato che si tratta di misure temporanee rese necessarie ma suscettibili di revisione qualora la situazione cambi. “C’è un grave disagio di natura economica nelle famiglie – ha affermato Salvo Mandarà, anche lui presente in veste di genitore – questo si avverte dappertutto. Il problema sta sia all’amministrazione che al consiglio comunale, ci sono delle responsabilità che ognuno dovrebbe prendersi. Se un’amministrazione deve gestire un quantum che deriva da un bilancio di previsione, dall’altra parte c’è un consiglio comunale che ha delle responsabilità nel garantire alcuni servizi che riteniamo prioritari. La mia proposta sarebbe di  non cambiare le regole nel corso dei giochi, si arriva fino a giugno gratuitamente, da settembre in poi ci potrebbe essere un consiglio che taglia dei costi e quindi darebbe a questo servizio la priorità”. “Se voi volete continuare con il servizio di sempre dovete tenere conto che per il prossimo anno ci potrebbe essere un rischio – ha ribattuto il sindaco -, fino a giugno non si paga, però significa che da settembre in poi lo pagate tutto. Se invece le famiglie contribuiscono e poi la Regione ci dà i fondi, allora noi li rimborsiamo. La scelta è dettata da una necessità vera, intanto assicuriamo il sostegno per il 65% e poi a bilancio fatto vedremo cosa succede. Se la Regione, nel frattempo ci riconosce questi soldi noi li rimborsiamo. Questa ci era sembrata una scelta ragionevole in attesa del bilancio. Ritoccare tutti i servizi rientra nella coscienza della situazione, questa amministrazione si è dimezzata da tempo le indennità. Noi siamo consapevoli delle difficoltà del momento, se voi volete rischiare potete farlo”.

Alla fine i genitori presenti hanno chiesto a viva voce di poter fruire del trasporto gratuito fino a giugno e di correre un eventuale rischio di pagare l’intero importo da settembre in poi. Un giovane studente ha preso la parola ed ha chiesto al Sindaco come mai, quando si è deciso di fare un mutuo da investire per Punta Secca, non si è pensato di investire sulla scuola. Alcuni genitori hanno anche sollevato la questione di creare nuove sedi distaccate di altri istituti superiori per agevolare le famiglie. Problemi seri che meriterebbero maggiori approfondimenti. Comunque, alla fine, si è concluso che i ragazzi potranno nuovamente viaggiare gratis per raggiungere le loro sedi scolastiche, a settembre si riapre l’incognita, ma i genitori hanno intenzione di non abbassare la guardia.

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