Il fabbro che ‘inventò’ Montalbano: “Perché le mie opere danno fastidio?”

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Dopo lo strepitoso successo della prima puntata della nuova serie del commissario più famoso d’Italia,  è scoppiata la Montalbano-mania. Torna a parlarne il “secondo” papà (dopo Andrea Camilleri, dalla cui fervida fantasia è nato il personaggio): si tratta del maestro Nino Barone, autore della statua in acciaio del personaggio Montalbano. Intervistato da giornali e tv di tutta Italia, è diventato un soggetto pubblico interessante, dopo la donazione di una sua opera a Papa Francesco. “Qualche tempo fa ho incontrato Luca Zingaretti, che è rimasto colpito e gratificato dell’omaggio che gli ho voluto dedicare. Lui deve la sua notorietà e il successo alla semplicità e umiltà che trasmette con il suo personaggio, l’esatto contrario dei soloni che trovano da ridire e ridicolizzare tutto e tutti. Ebbene, dopo che gli amministratori di Palazzo del Cigno mi avevano autorizzato a mettere nella frazione balneare la statua sopracitata ed altre che avevo donato con immenso piacere alla cittadinanza santacrocese, sempre dallo stesso “Palazzo” mi arriva un perentorio ordine di rimuovere immediatamente i manufatti, da” loro” stessi autorizzati e incensati precedentemente. Tutto questo con un linguaggio burocratese e senza una riga di motivazione. Sono passati circa due anni ed ancora sto aspettando di sapere, per capire. Nel frattempo, ho avuto l’onore e il piacere di far dono di una mia opera al Santo Padre, che re-incontrerò fra qualche mese, in udienza privata. Quell’incontro è stato per me il regalo più grande che abbia potuto ricevere, altro che le considerazioni dei soliti “soloni”. Un giorno, un insegnante che accompagnava una scolaresca a vedere le mie opere mi chiese se c’era qualcosa da pagare per la visione e le foto delle stesse: gli risposi che non sono un mercenario, le mie opere sono di tutti e principalmente del mio paese. Con queste mani callose e scheggiate dalla smerigliatrice, ho forgiato nell’acciaio tante altre opere che avevo messo a disposizione per arredare alcune parti della mia città. Ne ero fiero e gratificato, ma mi è stato imposto di rimuoverle, immediatamente. Per la gioia dei bambini ho creato “Pinocchio”: tutti i fanciulli che la vengono a vedere vogliono portarsi via la bacchetta magica della Fata Turchina. Poi la “Mutante”, “Il Veliero”, “Celentano” nel celebre personaggio di “Serafino”, raffigurato con il fiasco di vino in mano, metafore dei nostri giorni, in  mano ad un branco di ubriachi, e il “Calcio in culo”. Tutte opere rimosse, per ordine di “quelli” di Palazzo del Cigno. Ahimè! Cosa abbia potuto fare di male per meritare questo trattamento? Attendo ancora una risposta, una spiegazione e… sono trascorsi due lunghi anni. Comunque, sono uno paziente aspetto, aspetto”.

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