Parola al sindaco Iurato: “Opposizione poco ferrata, non so se mi ricandido”

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Alla luce degli attacchi reciproci che la politica tutti i giorni offre all’opinione pubblica santacrocese, abbiamo intervistato in esclusiva il sindaco Franca Iurato.

D: La sua amministrazione un giorno sì e l’altro pure, viene accusata di inerzia, le opposizioni si lamentano e contestano i metodi di spesa che la sua amministrazione porta avanti.

R:  Le opposizioni fanno il loro lavoro, magari con qualche eccesso, però, prima di giudicare bisognerebbe conoscere i meccanismi amministrativi. Purtroppo i consiglieri attuali di opposizione non sembrano molto ferrati in questo campo, non è colpa loro, ma della deriva che ha preso la politica in generale. Non ci sono più i partiti di una volta che servivano da fucina e da scuola politico-amministrativa.

D: Quella che era la sua maggioranza non esiste più, siete diventati minoranza. Ccome spiega questa diaspora di persone elette nella sua lista e passate all’opposizione?

R: Questo non dovrebbe chiederlo a me, ma piuttosto agli interessati, comunque non mi sottraggo alla domanda e cercherò di spiegare il mio punto di vista. Secondo me la coerenza dovrebbe essere un valore e non un optional, quelli che sono stati eletti, quindi votati, nella mia lista, lo sono stati in forza di una condivisione di programma. Se poi, strada facendo, questo programma non è stato da loro apprezzato o svolto, allora anziché fare il salto della quaglia, si sarebbero dovuti dimettere, cosi come ha fatto correttamente il consigliere Puglisi. Invece no, loro hanno tradito il mandato ricevuto dai loro lettori e a loro dovranno delle spiegazioni.

D: Praticamente l’azione amministrativa in questo momento è bloccata, per la non adesione al CUC (Centrale Unica Committenza). Non le sembra che prendendo atto dei numeri in Consiglio Comunale, Lei avrebbe dovuto porre in essere qualsiasi azione nella ricerca del consenso delle opposizioni?

R: Ho cercato di coinvolgerli, ma loro sono risultati sordi a qualsiasi richiamo al  senso di responsabilità, quando c’è in ballo il prestigio e le attività primarie di una città, si rema tutti da una parte, invece abbiamo assistito ad un gioco al massacro. Addirittura alcuni consiglieri con atteggiamento da sciacalli si sono beati quando le Iene hanno messo alla berlina la nostra città, con la vicenda dell’ex Caserma della Guardia di Finanza di Punta Secca, per finire con la terrazza della casa di “Montalbano”, dove l’amministrazione comunale non c’entrava nulla. Eppure nessuno ha inteso difendere la città da una cattiva immagine che stava invadendo le case degli italiani. Queste situazioni mi hanno  amareggiato enormemente e, non hanno giustificazione alcuna: il paese è di tutti. La questione è politica a prescindere dal merito. Quindi, l’opposizione politica a prescindere prevale sul bene comune che viene millantato ma non praticato. Vorrei approfittare di questa intervista per comunicare alla cittadinanza che da circa tre anni continuiamo a rifornire  la biblioteca comunale di tantissimi nuovi testi che sono a disposizione di tutti, ragazzi, adulti, donne e uomini. In questi primi mesi dell’anno si è registrata una attività di crescita esponenziale  di nuovi fruitori del servizio di biblioteca. Una lacuna che non sono riuscita a colmare è quella di  non essere dotata di un ufficio stampa adeguato alle moderne esigenze di comunicazione, che mi avrebbe consentito di diffondere pubblicamente tutte le attività amministrative, ma purtroppo sarebbe stato difficile giustificare l’esborso per un giornalista quando il Comune sta  attraversando una crisi economica mai conosciuta prima d’ora.”

D: Dopo questa esperienza amministrativa si riproporrà per una nuova legislatura?

R: A questa domanda al momento non posso rispondere. Francamente non ci ho ancora pensato e, poi, dipende da tanti fattori che ad oggi non sono preventivabili. Certamente questa prima esperienza mi ha proiettato in un mondo che sconoscevo, ma assai gratificante nonostante tutto, ho l’orgoglio di aver portato al Palazzo del “Cigno” una donna dopo tantissimi anni, rompendo una tradizione maschilista che durava da troppo tempo”.

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