Ztl sì, ztl no, ztl forse

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Il dibattito relativo alla ZTL di Punta Secca è interessante perché, se affrontato senza pregiudizi, regala molte sfaccettature e opportune riflessioni sul tesoro che ogni giorno calpestiamo. A pochi giorni dall’entrata in vigore ufficiale del Provvedimento Dirigenziale N°523 (interdizione della circolazione e della sosta) – la ZTL dalle ore 04 alle ore 16.00, l’isola pedonale dalle 16.00 alle 04 e il divieto di sosta h 24 in tutto il centro storico – sono ricominciate le polemiche (basta vedere alcuni commenti su Facebook) da parte dei molti cittadini e di diversi esponenti politici. Il dito dei critici questa volta è puntato non solo sulla viabilità ma anche sulle altre problematiche che questa ennesima rivoluzione produce e ripropone. Ovviamente un luogo di interesse turistico, come tutte le zone turistiche, necessita di un lavoro costante svolto in tutto l’arco dell’anno per promuovere, rivitalizzare e tutelare la ricchezza del suo cuore urbano e del paesaggio circostante.

In molti si chiedono: perché non si riesce a prevedere la costruzione dei bagni pubblici nel centro di “Marinella” (non in periferia, a 1 km di distanza, dove è più difficoltoso recarsi)? Perché non si riesce a garantite la pulizia (anche quella delle spiagge) e il decoro urbano, sia nella stagione invernale che in quella estiva, di tutto il territorio comprese le altre borgate (Casuzze, Caucana e Punta Braccetto)? Che senso può avere, ripeto, una ZTL così “larga” in una borgata estiva che non è preparata a sostituire il traffico veicolare con adeguato servizio e senza prima realizzare le aree destinate alla sosta e ai parcheggi ? Perché non si programma in tempo la messa in opera delle docce in tutta la fascia costiera considerando che si vuole “allungare e destagionalizzare” il turismo locale? Perché non viene attivato nei tempi giusti il servizio di salvataggio dei bagnini “operazione mare sicuro” da sempre esistito? Perché non si è ancora risolta la questione “insediamenti turistici alberghieri” attraverso una revisione del P.R.G.?

Ma se non si riesce a riparare una buca d’asfalto in centro a Santa Croce, come possiamo credere di risolvere “i buchi” delle nostre borgate? Le buche che popolano le strade di Santa Croce purtroppo non sono altro che la raffigurazione di una città solcata da “muri invalicabili del silenzio” e da problemi che vengono lasciati lì, abbandonati e irrisolti, oppure ridicolmente coperti – con una “toppa”, che avrà il difetto di non essere mai permanente – così da distogliere la momentanea attenzione da essi. “Non ci sono i soldi, è un bilancio di guerra, vogliamo garantire almeno l’indispensabile” ripete da sempre il sindaco: ci si lava le mani facendo finta che la coscienza è a posto, che la volontà c’era, ma ormai il danno è irreparabile.

Riflettere, studiare alternative e poter cambiare idea è la prima capacità richiesta a chi si propone di vivere la politica come servizio per la comunità. Se però un’Amministrazione è realmente convinta delle proprie idee, allora è necessario dimostrarlo, esporlo, condividerlo con la cittadinanza, procedere con fermezza e allo stesso tempo con apertura, non limitandosi ad annunciarlo come fatto acquisito. L’operazione di ascolto che ha intrapreso l’Amministrazione (mai messo in atto per la verità) sarà tale solo se ascolterà davvero e in seguito valuterà, senza essere schiava di convinzioni di onnipotenza.

La “politica”, i commercianti e tutti i cittadini potrebbero essere anche favorevoli al concetto di “zona a traffico limitato”, ma questo deve essere subordinato alla creazione di determinati prerequisiti di necessità, ovvero si deve far sì che siano i cittadini, gli operatori del settore, le associazioni, le istituzioni culturali a sentirne il bisogno, a richiederle a gran voce. Tali presupposti devono essere creati attraverso una sinergia tra queste componenti della comunità guidate dall’Amministrazione. Credo che per diventare una città al passo con i tempi, una città come le altre, quindi, si dovrà ancora attendere e perseverare. In ogni caso, sarà necessario accettare con entusiasmo i suggerimenti e i cambiamenti che i cittadini e le forze economiche e sociali reclamano in “attesa dell’approvazione dell’ultimo bilancio di previsione” che chiarirà tutti i nostri dubbi.

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