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Furto in un’azienda agricola: pietre contro il custode che si rinchiude in casa

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Continuano le scorribande notturne nelle campagne del circondario camarinense. A farne le spese, ancora una volta, l’ennesima, l’azienda agricola di P.C. e quella del confinante P.M.. Era da poco passata la mezzanotte, quando alcuni individui non identificati si sono introdotti furtivamente all’interno dell’azienda e hanno forzato una porta dell’abitazione, provocando rumore. La persona che di notte abita in quel posto si è svegliata e ha cominciato ad urlare, i malviventi si sono momentaneamente allontanati per far ritorno subito dopo, facendo oggetto di un fitto lancio di pietre il pover’uomo che per evitare guai si è tappato in casa. La banda, tre o quattro personaggi, ha quindi arraffato tutto ciò che era possibile asportare: suppellettili, plastica nera, fertilizzanti ecc. Nel frattempo il guardiano, telefonicamente, aveva allertato il proprietario che si è precipitato sul posto, ma i ladri si erano dileguati.

Allo sconsolato P.C. non è rimasto altro da fare che, ritornarsene a casa e sporgere denuncia presso la locale caserma dei carabinieri. “Sono amareggiato, impaurito e impotente di fronte a questa serie di furti che non ci lasciano lavorare tranquilli. Non basta la crisi del settore, dobbiamo misurarci ogni notte con le razzie che vengono messe in atto da gente senza scrupoli. Siamo ridotti a sorvegliare le produzioni per evitare che nottetempo vengano raccolte da estranei. Siamo stanchi, non ne possiamo più. Le nostre denunce cadono nel vuoto, nessuno è stato assicurato alla giustizia,. Anche se ogni tanto qualcuno viene preso, all’indomani è di nuovo in giro a combinare nuovi casini. Non esiste certezza della pena e noi ci sentiamo alla mercè di chiunque vuole delinquere. Gli onesti cittadini siamo ridotti a subire da questa legislazione infame che non punisce i ladri e lascia al loro destino chi investe e lavora. Potrà mai avere fine tutto questo?”. Questo è l’amaro sfogo di un giovane imprenditore che non sa più a quale santo votarsi.

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