Consiglio, Mandarà giura col botto: “Mi dichiaro subito indipendente” VIDEO

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Quella che doveva essere una seduta del Consiglio comunale tranquilla (e quasi “festaiola”) – c’era l’insediamento del nuovo segretario comunale e la surroga di Maria Zisa con Salvatore Mandarà – è risultata essere invece una delle sedute più traumatiche per l’amministrazione comunale capitanata da Franca Iurato. Ebbene, dopo la presentazione del nuovo segretario, il dott. Francesco Piro di Siculiana in provincia di Agrigento, arriva il turno dell’insediamento del neo consigliere comunale Salvatore Mandarà, eletto nelle file de “Il Paese che Vogliamo”, che prende il posto della dimissionaria Maria Zisa. Mandarà giura ripetendo la formula canonica, da quel momento diventa a tutti gli effetti consigliere comunale.

Dopo aver preso posto nello scranno a lui riservato, chiede di prendere la parola: “In ottemperanza al giuramento prestato e in considerazione del buon andamento di questa Amministrazione che ha portato alla risoluzione di importanti problematiche, per le quali la popolazione di S.Croce ne sentiva la necessità e ne era particolarmente afflitta vedasi…” e incomincia sciorinare una lunga serie di azioni negative messe in atto dalla giunta Iurato. Nell’aula scende il gelo: il pubblico, dapprima perplesso e poi divertito, stenta a credere nelle bordate pesantissime contro l’amministrazione del sindaco da lui voluto e appoggiato. “Per tutti questi motivi – conclude Mandarà – mi dichiaro fin da subito indipendente”. Ma cosa ha mai detto il Mandarà? Nel testo completo in allegato PDF che trovate qui, non risparmia accuse pesantissime che, formulate da uno di “loro”, assumono una importanza eccezionale visto l’imminente tornata elettorale di primavera. Nessuno si aspettava una reazione simile, probabilmente neanche i suoi compagni di partito.

Mandarà, carabiniere in pensione, ha dimostrato schiena dritta e coerenza politica, dote rarissima in politica. Ma non è ancora finita… Dopo le accuse rivolte al sindaco, chiede di fare una proposta: “Confesso che stare seduto in quest’aula consiliare mi fa sentire un privilegiato e troppo distante dai cittadini elettori. Qui si hanno sedie comode e una porzione di aula più spaziosa di quella riservata al pubblico. Premesso quanto sopra, propongo che i prossimi consigli comunali vengano convocati e svolti in biblioteca comunale, dove tutti possano sentirsi partecipi della vita collettiva stando comodamente seduti, auspicando la presenza più numerosa possibile. E, cosa non trascurabile per un paese che si definisce civile, si permetterebbe ai portatori di handicap di assistere alle discussioni consiliari”. La risposta, dopo alcuni minuti di sospensione per verificare la fattibilità della proposta, è la seguente: “Bisogna formalizzare la proposta per iscritto e inserirla nell’ordine del giorno di una prossima convocazione del massimo consesso”. La controproposta non si fa attendere: “Ritiro l’opzione, perché la prossima seduta avverrà con ogni probabilità il prossimo giugno, troppo tardi…”.

Non sfuggirà il tono sarcastico con cui viene liquidata la faccenda. Poi più niente: la seduta viene rinviata al prossimo venerdì. Si doveva discutere di Piano regolatore ma i tecnici incaricati, che, pagati profumatamente, dovevano illustrare il loro lavoro, non erano in aula. Guardate l’intervista a caldo al neo consigliere.

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