Brucia la plastica. “Fra Cannitello e Torre di Mezzo si respira diossina”

La lettera: "Denunciare le fumarole non basta più. E servono di nuovo i cassonetti"

674

Un’emergenza ambientale, l’ennesima, fra Torre di Mezzo e contrada Cannitello. A denunciarla, attraverso una lettera indirizzata al sindaco di Santa Croce, Giovanni Barone e alla forze dell’ordine, è Alexandra Nigito, villeggiante della zona.

“Gentile signor Sindaco Barone, preposto all’ufficio di igiene pubblica di S. Croce Camerina, mi rivolgo a Lei per un grave problema di igiene pubblica relativo alla Contrada Cannitello e a Torre di Mezzo (certamente riferibile anche ad altre zone, ma mi limito a quella di mia conoscenza). Ogni notte siamo costretti ad inalare i fumi tossici dei rifiuti plastici che vengono bruciati da persone che non partecipano alla differenziata (e probabilmente neanche alla Tari). E’ un attentato alla nostra salute, perché la diossina e i gas che si sviluppano, come Lei sa, sono altamente tossici. Stiamo segnalando quotidianamente le cosiddette fumarole, ma vediamo che non è la soluzione, perché la situazione resta invariata. Né possiamo chiamare ogni notte le Forze dell’ordine per questo problema che ormai è risaputo e collegato all’allarmante problema dei rifiuti. Le chiedo di prendere provvedimenti urgenti, con serie verifiche tra gli abitanti della zona e un ripristino dei cassonetti della differenziata. Comprendiamo e sosteniamo lo sforzo ammirevole della raccolta differenziata porta a porta. Ma a causa di una diffusa mancanza di senso civico, educazione, sensibilità e rispetto per l’ambiente, una differenziata al 100% per ora è utopica. Bisogna prenderne atto e trovare strade alternative”.

La signora Nigito parla anche per esperienza personale, come evidenziato nel testo della missiva: “Parlo da persona che vive all’estero, che viaggia tanto e fa confronti: ovunque mi giri qui, vedo immondizia. Giace ad ogni angolo, in attesa di non so cosa. Non essendo differenziata, non viene raccolta. Vedo un’agricoltura incontrollata e selvaggia, al Vapam (anche in pieno agosto, nel centro abitato di Torre di Mezzo), in un mondo che ha bisogno di modernità e ripristino di culture sostenibili e biologiche. Vedo spariti tutti gli alberi, quegli alberi su cui un tempo si poggiavano gli uccelli migratori e che ci davano ossigeno, tagliati da gente senza permessi e scrupoli. Tutto questo e altro, purtroppo, rappresenta un danno ambientale senza misura, oltre che un duro colpo al turismo della zona, una zona che invece dovrebbe essere valorizzata e dichiarata oasi naturale prima che sia troppo tardi!”.

Ricevi aggiornamenti in tempo reale direttamente sul tuo dispositivo, iscriviti ora.

Potrebbe piacerti anche
Caricamento...