La signora Caterina e la raccolta dei tappi: un gesto sempre utile

Servono a realizzare attrezzature sanitarie a basso costo e ad abbattere le barriere

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Probabilmente è capitato a tutti che, a scuola o in ufficio, un amico o un collega abbia chiesto di raccogliere tutti i tappi di plastica acquistare una sedia a rotelle per ragazzi disabili, piuttosto che un pulmino per un centro di accoglienza. E tutti, prima o poi, ci siamo chiesti se questa raccolta fosse una bufala o una buona azione. Nonostante per anni molti abbiano sostenuto che si trattasse di una bufala, non è così. Per fortuna!

L’idea di mettere assieme dei tappi di bottiglie di plastica è una vera e propria arte. Colorati, inseriti l’uno dentro l’altro, compongono l’unità minima delle opere ad alto contenuto sostenibile per chi si vuole improvvisare artista. In realtà, arte a parte, separare i tappi dalle bottiglie di plastica dovrebbe essere una buona abitudine anche per la raccolta differenziata. I due elementi, infatti, non sono riciclati nello stesso modo, poiché fatti di materiali diversi (PE per i tappi, PET per le bottiglie).

Non mancano quindi i buoni motivi per raccoglierli e devolverli per una buona azione. In Sicilia esistono tante associazioni che si occupano della raccolta dei tappi. A Santa Croce Camerina è la mitica signora Caterina, che da anni si occupa di volontariato, solidarietà sociale e soprattutto di attività benefiche. Bene, se avete tappi di plastica, cosi come noi facciamo, prima di buttarli via, immaginate la loro utilità e pensate che, una volta destinati al riciclo, serviranno pure per sostenere la realizzazione di attrezzature sanitarie per chi non può acquistarle oppure opere per abbattere barriere architettoniche per rendere liberi i diversamente abili.

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