Revoca del presidente, ritirata la mozione. Ma in aula è polemica

Scontro fra Mandarà e Agnello. Giavatto: "Tutti scienziati". Il sindaco ritira due punti

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Al termine di una discussione infuocata, la mozione presentata da sei consiglieri (quelli d’opposizione più Gravina) e relativa alla modifica del regolamento comunale per l’introduzione della revoca del presidente del Consiglio, è stata ritirata. Su invito del sindaco Giovanni Barone – che ha promesso un atto da parte della giunta – e dopo le spiegazioni della segretaria comunale, la dott.ssa Gruttadauria, è arrivato il passo indietro. Ma non sono mancate, anche stasera, le polemiche. Il presidente Mandarà, chiedendo di mettere agli atti la sua relazione, ha evidenziato come la questione andasse approfondita sotto due punti di vista. Il primo evidenzia come per l’introduzione della revoca sia dirimente lo Statuto rispetto al regolamento (ci torneremo).

Ma è il secondo ad aver “scaldato” l’aula: “Dal giorno dell’approvazione della Legge Regionale n.6 del 2011, e dalla sua relativa pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, il Consiglio comunale di Santa Croce non ha mai adeguato, nel termine dei 90 giorni previsti dalla Legge, né in periodi successivi, lo Statuto comunale ai dispositivi di legge – ha dichiarato Mandarà – Disconosco il motivo per cui il sindaco e il presidente del Consiglio dell’epoca, rispettivamente il dottor Lucio Schembari e il dottor Giovanni Barone, tanto meno i loro successori, dal sindaco Iurato al presidente Portelli, non abbiano dato impulso a un’azione di modifica dello Statuto. Non è stato fatto in passato, ma si vuole fare adesso. E il motivo appare fin troppo chiaro: piegare la presidenza del Consiglio a motivazioni politiche e pretestuose, che nulla hanno a che fare col rispetto istituzionale e con gli equilibri politici sanciti dalle ultime elezioni”.

E mentre il sindaco Barone ha invocato il “semestre bianco”, ossia gli ultimi sei mesi del mandato amministrativo – ma l’approvazione della Legge regionale n.6 risale al 5 aprile 2011, oltre un anno prima della scadenza elettorale – Schembari si è giustificato dicendo che “queste cose vengono segnalate dalla segreteria generale. Neanche il sindaco venuto dopo di me ci ha pensato. Qual è il problema a farlo adesso? Non è una questione personale… A me, piuttosto, pare che questa occasione sia stata utilizzata per un regolamento di conti all’interno della maggioranza”. A quel punto anche il consigliere Agnello ha rincarato la dose, chiedendo se l’intervento di Mandarà fosse arrivato nelle vesti di presidente o consigliere semplice, e collegando l’accaduto al documento politico a seguito del quale Barone ha deciso di revocare il vicesindaco e sospendere le deleghe di assessori e consiglieri. Ma di fronte ha trovato un muro: “Questo non c’entra nulla con la discussione della mozione” ha replicato Mandarà, accelerando la pratica. Agnello: “Prendo atto che non mi vuol far finire”. Duro anche Giavatto: “Ma visto che siete scienziati, perché avete perso tempo a presentare una mozione improponibile? Stiamo parlando di lana caprina”.

Dopo cinque minuti di sospensione, l’opposizione ha scelto di ritirare la mozione. Prendendo per buono l’impegno del sindaco e fidandosi del parere della segretaria comunale, che aveva già ribadito come la modifica del regolamento per inserire l’istituto della revoca del presidente del Consiglio sia stata dichiarata “illegittima” anche da parte della giustizia amministrativa. Per me non s’ha da fare, è il sunto. Agnello ha chiesto lumi sul perché la commissione incaricata di modificare lo Statuto comunale non abbia provveduto a esaudire la richiesta: “Mi pare fosse una delle prime, assieme all’istituzione della consulta dei migranti”. E la Galuppi ha risposto: “In commissione c’erano anche il sindaco e la consigliera Zago, ma non ce l’hanno mai chiesto”.

Scintille a parte, la serata si è conclusa dopo quasi un’ora e mezza con l’approvazione unanime di due mozioni: la prima riguarda l’installazione di un semaforo a tre luci sulla circonvallazione Costa degli Archi, spesso teatro di incidenti; la seconda, l’acquisto di un elevatore manuale cimiteriale. Entrambe le proposte portano la firma del consigliere Cappello. In apertura, invece, il sindaco aveva ritirato due punti (il regolamento sulla toponomastica e lo schema di comodato d’uso per l’affidamento della palestra Loris). Ufficialmente per approfondire con gli uffici. Ma con una maggioranza disintegrata, e l’opposizione in fase di subentro, gli altarini rischiavano di venire a galla.

LA GAFFE DELL’INAUGURAZIONE

L’appuntamento a palazzo di Città, fra l’altro, arriva un paio di giorni dopo la gaffe consumata in diretta Facebook (durante l’inaugurazione del canale di gronda sulla S.Croce-Punta Secca) da un ex assessore della giunta Schembari, che di fatto annunciava un turnover nell’esecutivo (dove Giavatto e Robusti rimangono in carica, nonostante la spaccatura fra le due anime della maggioranza). Il video, pubblicato inizialmente sulla pagina del sindaco Barone, è poi stato rimosso (e sostituito), ma ha scatenato una sequenza di polemiche che la dicono lunga sul clima di queste ore.

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