Montalbano e il futuro in bilico. Zingaretti: “Sopraffatto dal dolore”

Nel giro di pochi mesi sono venuti a mancare Camilleri, Sironi e Ricceri

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“Devo far sedimentare il dolore, elaborare il lutto. Ho bisogno di riflettere per capire se sia il caso di finirla qui o prendere il testimone per continuare in bellezza”. Alla vigilia dei nuovi episodi del commissario Montalbano, in onda il 9 e il 16 marzo su Rai 1, Luca Zingaretti s’interroga sul futuro della fiction. Il 2019 gli ha portato via Andrea Camilleri, oltre al regista Alberto Sironi. Di recente è scomparso anche lo scenografo Luciano Ricceri, quello che aveva scelto i luoghi del commissario, e da cui passa buona parte delle fortune del Ragusano. Gli episodi in arrivo sugli schermi tra qualche settimana (“Salvo amato, Livia mia” sarà trasmesso anche al cinema il 24-25-26 febbraio) non saranno comunque gli ultimi. Ce n’è uno già pronto per la prossima primavera. Ma l’attore romano, che nell’ultima fase ha raccolto anche i cocci della regia dopo l’addio di Sironi, sta riflettendo sul da farsi, come emerge da un’intervista rilasciata a Repubblica: “Alberto ha lasciato le riprese alla fine della seconda settimana, abbiamo sperato che tornasse, è finita come sappiamo: è mancato questa estate. Ho rispettato il suo modo di riprendere Montalbano, aggiungendo quel poco di mio. Lo chiamavo, ogni tanto mi diceva: “Ma che hai fatto?”. Il pubblico vedrà due dei tre film girati. La Rai ha deciso di mandare in onda il terzo, Il metodo Catalanotti, il prossimo anno nella speranza che se ne accodino altri”. “Voglio elaborare il lutto – ha detto ancora Zingaretti -, digerire il dolore, capire col pubblico come andranno le cose”. Poi arriverà una decisione.

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