Persero la vita finendo contro un camion: un 66enne rinviato a giudizio

L'accusa è di omicidio stradale plurimo. L'incidente costò la vita a Francesco e Mirko

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Con l’accusa di omicidio stradale plurimo, è stato rinviato a giudizio il camionista di 66 anni che il 9 agosto 2018 lasciò un autocarro Iveco in mezzo alla carreggiata, sulla sc 35 Punta Secca-Santa Croce, provocando lo schianto che costò la vita a due ragazzi di Santa Croce: il 18enne Francesco Arrabito e il 19enne Mirko Sokmani. Lo riporta il quotidiano “La Sicilia”. I due, che intorno alle 4.30 stavano facendo rientro a casa dopo una serata trascorsa al lavoro, viaggiavano a bordo di un ciclomotore, quando si trovarono di fronte il camion – non accuratamente segnalato secondo la Procura – e andarono a sbattere. Dai rilievi è emerso che la velocità del ciclomotore “Benelli” era di 46 km/h, mentre sull’asfalto non erano presenti segni di frenata.

Secondo l’accusa il mezzo pesante aveva i dispositivi di illuminazione spenti e il proprietario non aveva posizionato a debita distanza il triangolo. Così l’impatto, avvenuto sulla parte sinistra del paraurti posteriore, non ha lasciato scampo ai due giovani, morti sul colpo. Il pubblico ministero Francesco Riccio ha contestato al camionista l’aggravante di non essere in possesso dell’assicurazione obbligatoria. L’imputato ha provato a difendersi, spiegando di aver posizionato sul manto stradale una lampada a led per segnalare il veicolo in sosta. I carabinieri ne hanno ritrovato alcuni pezzi distrutti. Il mezzo parcheggiato a bordo strada sarebbe stato utilizzato da lì a poco per sbobinare la plastica per la preparazione delle serre. L’udienza preliminare è fissata per la prossima settimana di fronte al Gip di Ragusa.

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