Come nasce una mascherina: la bottega artigianale di Santa Croce

C'è chi cuce e chi impacchetta: un gruppo di signore "combatte" il Coronavirus

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Quando ci si trova di fronte a gravi emergenze, si sperimenta quanto sia importante rendersi utili. Il COVID-19, comunemente conosciuto come coronavirus, ha modificato in modo importante le vite di tutti a livello planetario. In questo periodo così difficile che sta attraversando non solo l’Italia ma il mondo intero, le piccole comunità, che spesso sono le più vulnerabili, scoprono che l’unione è la vera forza. Ci hanno imposto di stare a casa per tutelare noi e gli altri, ma possiamo spostarci per le prioritarie necessità: fare la spesa, andare in farmacia, in banca, all’ufficio postale. Anche i piccoli spostamenti necessitano di protezione. La prima in assoluta è data dalle mascherine che, ormai è risaputo, servono a schermare le goccioline del respiro che fuoriescono dalla bocca e dal naso e possono essere un vero veicolo di contagio. L’impossibilità di reperire mascherine protettive ha indotto molti piccoli artigiani ad ingegnarsi per offrire questo utile servizio al territorio, ma non sempre è sufficiente a coprire la massiccia richiesta.

Anche Santa Croce Camerina, nei momenti di emergenza, trova la forza di attivarsi facendo di necessità virtù. Un gruppo, che ha assunto come nome “La vita è bella”, formato da una sessantina di persone, per lo più di età avanzata, ha pensato di adoperarsi per realizzare, in modo casalingo, delle mascherine protettive da regalare, in tutto il paese, a coloro che ne hanno bisogno e ne sono sprovvisti. Utilizzando lenzuola nuove, elastici, ago e filo, ognuno ha apportato il suo piccolo contributo per realizzare il prezioso dono e distribuirlo. Tante le richieste giunte, che questo gruppo si sta prodigando di accontentare. “Lo abbiamo fatto per spirito di partecipazione” hanno dichiarato “molti di noi sono persone che non godono di ottima salute ma vogliono rendersi utili per chi potrebbe rischiare tanto, se non adeguatamente protetto”. Il virus non perdona e se vogliamo evitare il diffondersi del contagio bisogna difendersi. E’ commovente vedere che c’è chi taglia le lenzuola, chi cuce, chi impacchetta, chi distribuisce, solo per spirito di solidarietà. Ad oggi sono state già consegnate mille mascherine e ne abbiamo tante altre in preparazione che consegneremo prossimamente anche alla redazione del giornale Santa Croce Web. Tutto viene fatto col cuore e per chi volesse rendersi utile offrendo materiale e quant’altro sarà ben accetto.

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