A chi vanno questi soldi? Si cerca un modo per evitare il “clientelismo”

I cento milioni in palio della Regione: a Santa Croce sono toccati 220 mila euro

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Come verranno erogati gli assegni da parte dei Comuni? A questa domanda non ha trovato risposta neanche l’Anci (l’associazione nazionale dei comuni italiani), che ha la possibilità di imboccare due vie: quella che preferirebbero i sindaci dei piccoli centri, ossia una gestione diretta dei fondi. O, viceversa, fare ricorso alla mediazione di associazioni presenti sul territorio, che già seguono le famiglie in difficoltà. Il riferimento è ai soldi che la Regione ha stanziato per contrastare la crisi economica generata dal Coronavirus (100 milioni complessivi, da erogare in tre tranche), e che saranno destinati alle famiglie per l’acquisto di farmaci e generi alimentari. Di questi soldi – a Santa Croce Camerina è toccato un contributo complessivo di 220 mila euro – non si potrà fare un utilizzo diverso. Permettere ai sindaci di gestire il denaro, specie nei comuni dove si andrà presto a elezioni, rischia di generare “clientele”. Le prossime mosse, ancora da decifrare fino in fondo, saranno messe a punto in un nuovo accordo che sarà siglato a giorni da Anci e dipartimento agli enti locali. Musumeci ha comunque promesso che entro la prossima settimana i primi bonus verranno erogati.

Ma prima c’è un’altra questione da risolvere, e riguarda l’individuazione dei beneficiari e il compenso per famiglia. La delibera pubblicata ieri dalla Regione spiega che “l’assegno andrà prioritariamente ai nuclei familiari che non percepiscono alcuna forma di reddito o alcuna altra forma di assistenza economica da parte dello Stato, compresi ammortizzatori sociali e reddito di cittadinanza”. Ma in questo modo sarebbero tagliati fuori pure i siciliani che ricevono la pensione minima. Fatto salvo il criterio di esclusione (che non dovrebbe subire modifiche), resta la questione centrale: come individuare gli aventi diritto? Per evitare raccomandazioni di sorta, tutti i cittadini saranno tenuti a indicare la propria situazione di difficoltà con un’autocertificazione. Stando alle prime indicazioni, quindi, non verrà pubblicato alcun bando. Basterà presentarsi agli uffici sociali del Comune, o fare richiesta via telematica. La Regione formalizzerà i criteri nei prossimi giorni. L’ultima domanda è quasi catartica: quanti soldi spettano a ogni nucleo familiare? Musumeci, come riporta il Giornale di Sicilia, pensava di erogare duecento euro mensili a famiglia, ma anche di questo si dovrà discutere. L’Anci vorrebbe far valere il principio del numero dei componenti all’interno di ogni nucleo, ma questo comporterebbe la necessità di stilare una graduatoria, dilatando i tempi. E di tempo ce n’è poco. Di trasparenza, speriamo, un po’ di più.

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