Ispezioni sui voucher: “La politica non giochi sulla pelle di chi ha bisogno”

La nota di Mandarà, Galuppi, Giavatto e Cappello: "Le clientele vanno scongiurate"

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“Esistono due modi per entrare in possesso dei moduli utili alla presentazione della domanda per i buoni spesa: scaricarli dal sito istituzionale del Comune di Santa Croce Camerina o, come già comunicato dal dipartimento ai Servizi Sociali, ritirarli presso la locale sede della Protezione Civile. Altri modi – incluse eventuali consegne “porta a porta” da parte di amministratori locali sedicenti – non sono ammessi”. Lo spiegano in una nota i consiglieri comunali Piero Mandarà, Antonella Galuppi, Giovanni Giavatto e Salvatore Cappello.

“In un momento delicato, in cui l’emergenza sociale cavalca quella sanitaria, è impensabile che l’interesse politico e il mero tornaconto elettorale si sostituiscano al “bisogno reale” dei cittadini che hanno perso tutto o sono in difficoltà per le conseguenze del Coronavirus. Non saranno tollerate pratiche scorrette e illegali. I sottoscritti (invitiamo tutti i colleghi consiglieri a fare lo stesso) svolgeranno un’intensa attività ispettiva per verificare che tutti i criteri relativi all’ottenimento e alla compilazione dei moduli, e all’assegnazione dei voucher, siano rispettati, seguano i canoni della trasparenza e non vengano intaccati da assurde pretese clientelari. Il rischio esiste ed è molto forte”. “Grazie all’impegno del governo nazionale e del governo della Regione – prosegue la nota – il Comune di Santa Croce Camerina, senza aver mosso un dito, potrà beneficiare di finanziamenti complessivi per 324 mila euro. Ci aspettiamo che questa cifra, assolutamente significativa, possa garantire ristoro a chi ne ha bisogno, senza diventare merce di scambio politico-elettorale”.

“Urge infine sottolineare – conclude la nota – come in una fase emergenziale così acuta, e di fronte a conseguenze epocali per l’economia della città, il sindaco e la sua giunta non abbiano minimamente coinvolto i membri del Consiglio comunale, tanto meno il suo presidente. Per non parlare delle rappresentanze sindacali e associative (tirate in ballo, queste ultime, solo per il banco alimentare). E’ stata annientata la collaborazione fra istituzioni ed è venuto meno il concetto, tanto sbandierato fino a poco tempo fa, di democrazia partecipata. Barone, Frasca e gli altri credono di poter risolvere da soli i problemi della città, senza rendersi conto che il primo vero problema è proprio la loro presenza”.

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