A Modica riapre il cimitero. Tutti i sindaci contro Abbate: illegittimo

Barone e gli altri chiedono al primo cittadino di revocare l'ordinanza: "E' pericolosa"

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Anche a Santa Croce, da giorni, fioccano gli appelli per la riapertura del cimitero (negata dall’ordinanza n.5 del presidente della Regione). Il sindaco Barone, però, ha dichiarato di attendere direttive da Palermo. In mancanza di esse non è possibile fare visita ai defunti. Ovunque, tranne che a Modica, dove ieri il primo cittadino Ignazio Abbate ha firmato un’ordinanza che prevede la riapertura del camposanto da venerdì 24 aprile: “L’orario di apertura va dalle 8:00 alle 18:00 dal lunedì al sabato – ha spiegato Abbate in una nota – Potranno entrare ogni mezz’ora 50 persone nella parte nuova e 50 in quella vecchia. Per entrare ci sarà l’obbligo di indossare mascherina e guanti. Potrà entrare un solo componente per famiglia. I disabili e gli anziani potranno essere accompagnati anche in macchina fino alla tomba dei propri defunti. Possono riaprire – inoltre – le attività di rivendita fiori e articoli cimiteriali presenti in loco”.

Una decisione che non è andata giù agli altri primi cittadini, che hanno chiesto la revoca immediata del provvedimento: “La decisione del Sindaco di Modica di autorizzare autonomamente ed illegittimamente la apertura del cimitero è un fatto grave che crea confusione e disorientamento nella comunità iblea tutta, sentimenti che potrebbero sfociare in ribellione sociale qualora non venga revocata con urgenza – spiegano tutti i primi cittadini, ad eccezione di quello di Chiaramonte Gulfi – Tutti noi amministratori riceviamo da giorni pressanti richieste da cittadini che vorrebbero recarsi al cimitero per portare un saluto ai propri cari defunti, e siamo costretti a negare qualsiasi permesso uniformandoci alle prescrizioni e ai divieti imposti dalle Autorità nazionali (da ultimo la circolare del Ministro della Salute del giorno 8 aprile scorso, recante indicazioni emergenziali in tema di settore funebre, cimiteriale e di cremazione, che alla lettera G espressamente dispone che: “i cimiteri vanno chiusi al pubblico per impedire le occasioni di contagio…”)”.

“Persino in occasione dei funerali – si legge nel comunicato, in cui è presente anche la firma del commissario prefettizio di Vittoria – è interdetto, da settimane ormai, l’accesso nelle aree cimiteriali anche dei parenti stretti, per cui a maggior ragione la decisione del Sindaco di Modica appare ingiustificata e persino pericolosa, per i riflessi negativi che potrebbe avere nelle comunità degli altri comuni della provincia, che sentendosi ingiustamente penalizzati e discriminati, potrebbero dar luogo a forme di protesta incontrollata. A prescindere dalla illegittimità della decisione, in relazione alla quale attendiamo un intervento urgente da parte delle Autorità deputate al controllo del rispetto dei provvedimenti governativi, è evidente che va stigmatizzato il comportamento di qualsiasi amministratore locale che, in un momento di particolare emergenza sanitaria e sociale come quello che stiamo vivendo, assuma iniziative estemporanee in assoluto dispregio anche dei principi irrinunciabili ed inderogabili di univocità di approccio e di azione, al cospetto in particolare di temi che toccano le corde emotive più sensibili di ogni cittadino come quello in questione”.

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