La lotta dei capigruppo. Galuppi: “Da Frasca e Agnello vendette personali”

Durante la conferenza propedeutica al Consiglio comunale sono saltati i nervi

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“’Il potere logora chi non ce l’ha’ diceva qualcuno, ma aggiungerei che il potere nelle mani sbagliate può dare alla testa. In tre anni da consigliera comunale, durante i quali ne ho viste così tante da poter scrivere un’intera saga letteraria, non ho mai fatto in prima persona proclami o video di natura politica, però a volte il tacere è scambiato per stupidità”. Inizia così la nota della consigliera Antonella Galuppi, del gruppo ‘Ripartiamo Insieme’, reduce da una conferenza dei capigruppo molto animata. “Mercoledì 6 maggio alle 19, durante la seduta dei capigruppo indetta come propedeutica al prossimo consiglio comunale, scopro che la mia presenza è illegittima, anzi viene contestata sotto due fronti. Secondo il consigliere Agnello la costituzione del gruppo che rappresento, ‘Ripartiamo insieme’, pur essendo stata protocollata al comune, solo per il fatto di non essere stata comunicata singolarmente a ciascun consigliere in via ufficiale, non esiste, altrettanto il mio ruolo di capogruppo. A rincarare la dose, l’assessore/vicesindaco Frasca che da competente dottore in legge ha evidenziato un’interpretazione dello statuto comunale che prevede l’insussistenza di qualsiasi gruppo consiliare oltre quello di maggioranza e minoranza derivato dalle elezioni, con la possibilità di crearne uno ulteriore (ma solo uno) all’interno del quale confluirebbero tutti gli altri eventuali indipendentisti. Pertanto gli unici titolati ad essere presenti alla riunione dei capigruppo – è la conclusione della Galuppi – sarebbero stati la Candiano, per la maggioranza, Agnello per l’opposizione, la Zago per Diventerà bellissima”.

“Vista la presa di posizione di alcuni dei presenti, ho ritenuto utile abbandonare la seduta, lasciare i titolati ai loro scranni e dedicarmi ad attività sicuramente più proficue da un punto di vista professionale e umano. Considerato che lo statuto comunale presenta, in merito, un articolo abbastanza dubbio, che lascia adito a varie interpretazioni, quello che mi chiedo è: a che titolo erano presenti la consigliera Zisa, confluita nella maggioranza dopo il ripescaggio di Frasca, e lo stesso Frasca, nel suo molteplice ruolo di vicesindaco/assessore alle relazioni fra la giunta ed il consiglio comunale? Mi meraviglio che neppure il consigliere Agnello, così preciso ed attento ai dettagli, abbia rilevato che la Zisa era già rappresentata dalla Candiano e soprattutto che Frasca non c’entrava niente con i capigruppo. Fatto ancor più grave è che, come da prassi consuetudinaria ampiamente radicata, ogni consigliere che si rendeva indipendente veniva giustamente invitato alle riunioni dei capigruppo (vedasi la stessa Zisa quando è passata all’opposizione con Api). In tal caso l’assessore/vicesindaco Frasca non ha mai sollevato la questione della previsione statutaria, tantomeno ha invocato l’illegittimità da capogruppo della sua alleata. A questo punto appare del tutto palese che ci vuole un bel coraggio a trincerarsi dietro la parola “politica” quando si usano due pesi e due misure. È del tutto evidente che la tanto acclamata politica viene usata ad uso e scopo puramente personale, anzi non per contestare fatti reali, bensì fomentare rivendicazioni o vendette personali. Provo una profonda delusione (che è un eufemismo) nel constatare che i mei 402 voti sono stati trafugati per permettere di governare a chi ne ha avuti molti meno, oppure che non ne ha avuti affatto. Poi venire a sapere che fra le “varie ed eventuali” dell’incontro, ha assunto una  grande  importanza, per chi ci amministra, la necessità di rimodulare la posizione dei consiglieri sugli scranni durante il consiglio comunale, rende perfettamente l’idea dello sconforto”.

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