Farmacia, Mediale, illuminazione: “Ecco l’alto tradimento del sindaco”

La nota dei consiglieri di Ripartiamo Insieme dopo l'ultima seduta d'aula

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Lo chiamano “alto tradimento”, senza troppi giri di parole. A una settimana dal Consiglio comunale, che ha di fatto determinato i nuovi equilibri a palazzo di Città, i quattro consiglieri di “Ripartiamo Insieme” (Mandarà, Galuppi, Giavatto e Cappello) individuano i tre capisaldi dell’azione amministrativa del sindaco Barone, che avrebbe determinato la spaccatura con gli ex membri della maggioranza e una definitiva separazione rispetto al programma elettorale sottoscritto nel 2017: si tratta della farmacia comunale, dei rapporti con la Mediale e della pubblica illuminazione. Ecco il comunicato che vi riportiamo nella sua versione integrale:

Il gruppo politico “Ripartiamo Insieme”, a seguito del Consiglio Comunale del 18.05.2020, svoltosi a porte chiuse presso la Biblioteca Comunale, avverte l’esigenza di comunicare alla cittadinanza lo stato dell’arte della situazione politica camarinense. Come si legge dal titolo di questo comunicato, il Sindaco ha tradito i suoi cittadini, e li ha traditi perché il mandato ricevuto dai suoi elettori è stato disatteso nelle parti più rilevanti del programma elettorale. Ha tradito il 50% dei suoi consiglieri comunali, e con essi tutte le persone che hanno espresso il loro consenso affinché sedessero in consiglio comunale ed amministrassero la cosa pubblica secondo il programma elettorale.

Il Sindaco ha tradito le aspettative dei cittadini che si attendevano da questa amministrazione che si realizzasse finalmente la Farmacia Comunale. Farmacia che non è stata realizzata con la maggioranza che ha vinto le elezioni, e che non vedrà la luce soprattutto con questa nuova maggioranza. Il Sindaco deve dare conto e ragione ai cittadini perché in tre anni il progetto contenuto nel programma elettorale non è stato realizzato. Ci sono state pressioni affinché questo progetto rimanesse chiuso in un cassetto? Ogni anno il Comune deve rivolgersi ad una delle due Farmacie presenti nel territorio, spendendo ingenti e maggiori risorse rispetto a quei comuni che si rivolgono alla propria Farmacia Comunale. Ed allora non è dato capire perché un progetto che fa risparmiare risorse pubbliche e fornisce un servizio ai cittadini sia stato cestinato.

Altro cavallo di battaglia del programma elettorale del Sindaco Barone è “il Contratto Mediale”.  In tre anni di amministrazione si è parlato soltanto di questioni legali: nessuna scelta politica, nessun provvedimento amministrativo, né una delibera in favore dei cittadini, il vuoto assoluto. Lo sportello del cittadino, tanto decantato dall’amministrazione Barone, previsto per agevolare i cittadini nei rapporti, molto spesso conflittuali, con la Mediale, è stato abbandonato ma non è dato sapere perché. Il regolamento comunale adottato per i rapporti con la Mediale doveva essere rivisto e adeguato alle nuove esigenze dei cittadini, ma nemmeno di questo progetto è rimasta traccia. Ciò che il Sindaco vi comunicherà molto presto, cittadini di Santa Croce, è che la Mediale dopo la scadenza del contratto prevista nel 2022, vuole essere prorogato il contratto per altri DIECI anni. Il perché ve lo spiegherà il Sindaco.

Durante la legislatura si sono presentate diverse occasioni per adeguare l’illuminazione pubblica, medianti bandi regionali con costi pari a zero, e altre volte con costi irrisori realizzando progetti “in house”, cioè in economia, proposti dall’Energy Manager del Comune, assunto proprio per consigliare l’amministrazione, dal punto di vista tecnico. Purtroppo per i cittadini di Santa Croce, però, il Sindaco ha avuto orecchie solo per un progetto di finanza, presentato da un privato, con un costo di circa 9 MILIONI  e con una durata contrattuale di 20 ANNI. Per capirci, un’altra Mediale.

Adesso non si può non fare un cenno ai finanziamenti Europei che sono stati perduti per la mancata allegazione al bando dei documenti contabili. Le somme perse sono €. 2.500.000,00. Questi finanziamenti erano a fondo perduto. Il Sindaco in data 18.05.2020, in sede di Consiglio comunale, e nel momento in cui ha dovuto rispondere all’interrogazione del consigliere Cappello, proprio sulla circostanza dei finanziamenti persi, si è giustificato dicendo che “il progetto non è stato recepito”. Recepito, participio passato di recepire, cioè accogliere prendere in sé, ecc, ecc. Il verbo scelto dal primo cittadino è stata una scelta per l’occasione oppure è un termine tecnico per dire che l’atto mandato non era ricevibile per la mancata allegazione di atti previsti specificatamente nel bando?

Sig. sindaco, lei non si ritiene politicamente responsabile, quando invece lo è da un punto di vista  istituzionale, politico e amministrativo. Si potrebbe anche ravvisare il danno erariale, e ove si riscontrasse  dolo o colpa grave, si potrebbero riscontrare anche responsabilità penali. Poi Lei, secondo una sua singolare interpretazione, non ritiene nemmeno di prendere provvedimenti per quell’Ufficio che ha redatto gli atti per il bando, ed in questi atti mancavano i documenti contabili. La giustificazione di aver dato mandato a un legale, formula molto generica oltreché infelice, non giustifica il flop politico. Che sia stato un flop lo si vede, oltretutto, dall’atteggiamento tenuto a seguito dell’insoddisfazione espressa dal consigliere Cappello, quando il sindaco ha continuato con tono molto alterato a inveire contro il consigliere, nonostante il Presidente del consiglio lo abbia ripreso più volte. Una considerazione va fatta: Il Sindaco non ha fatto una bella figura.

Ciò che non può tacersi è la circostanza che questa amministrazione non è stata, al contrario di molte altre amministrazioni, capace di realizzare un solo provvedimento in favore dei cittadini per le note vicende del coronavirus. Questa nuova maggiorana non ha voluto approvare una mozione proposta da Ripartiamo Insieme, con la quale si invitavano tutti i consiglieri, il presidente del Consiglio, gli assessori ed il Sindaco a voler ridurre le proprie indennità, al fine di poter donare dette indennità alle persone più disagiate o alle imprese in difficoltà.

Hanno emendato la mozione a colpi di maggioranza, affermando che ciascuno era libero di  poter scegliere se donare o meno. E’ di tutta evidenza che è stato un modo per dire che non vogliono rinunciare alle indennità, un segnale veramente disastroso. Ma questa amministrazione non si è fermata a questo: infatti, non ha sospeso i tributi ed alcuni addirittura, con una proposta della giunta, sono stati aumentati. Mentre il Comune di Ragusa ha sospeso tutti i tributi, così come quello di Chiaramonte Gulfi, che ha addirittura ha elargito delle somme a fondo perduto in favore delle imprese. 

Risulta incontrovertibile che questo sindaco non può svolgere il suo ruolo istituzionale, sia per le scellerate scelte sopra riportate che per la palese inadeguatezza dello stesso. Sarebbe opportuno, ed anche risolutivo, che si dimettesse dimostrando di voler bene ai suoi cittadini. D’altronde sarebbe un gesto nobile e la dimostrazione di una raggiunta maturità politica. 

Guarda qui sotto i momenti essenziali dei punti più importanti dell’ultimo Consiglio comunale

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