Soldi e incarichi a familiari, il sindaco nel mirino: “Dov’è la trasparenza?”

Denuncia di Pd e Articolo 1. Farmaci e manutenzione del verde: gli affidamenti sospetti

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Schembari e Barone dopo le elezioni 2017 (Rizzo)

L’ombra di “parentopoli” si allunga su palazzo di Città. A sollevare la questione è un post del Partito Democratico di Santa Croce che, assieme ad Articolo 1, prende di mira Giovanni Barone: “Egregio sig. Sindaco le sembra moralmente corretto consentire che si diano incarichi diretti a parenti di consiglieri o assessori?  La considera una prassi trasparente? C’è forse qualche obolo da pagare? Crede veramente che i cittadini l’abbiano votata per perseguire tali comportamenti?”.  Vediamo a cosa si riferisce la nota del Pd: con un provvedimento dello scorso 22 maggio, ad opera del 6° Dipartimento, il comune di Santa Croce Camerina ha predisposto l’affidamento diretto per “interventi di sistemazione e manutenzione degli spazi verdi dell’immobile comunale ex Soat” alla ditta Giuseppe Mauro, il suocero dell’attuale assessore all’Urbanistica, Riccardo Cognata. Mentre risale al 14 maggio scorso, stavolta ad opera del 5° Dipartimento, l’affidamento diretto alle Farmacie Riunite Schembari “per l’acquisto di farmaci destinati alla prevenzione del fenomeno del randigismo”. In questo caso la ditta è direttamente collegata a Lucio Schembari, consigliere comunale di Liberi di Scegliere. Gli affidamenti hanno il valore di mille euro cadauno.

Il Pd, all’interno della nota, non risparmia critiche nemmeno sul recente incarico di esperto alla comunicazione che Barone, per cinquemila euro l’anno, ha affidato al giornalista Sergio Randazzo. “Egregio sig. Sindaco, da 3 anni ammiriamo i suoi video ed i suoi comunicati sui social, apprezzandone soprattutto l’aspetto comico che, a dire il vero, non è mai mancato! Apprendiamo adesso che, per migliorare la qualità (speriamo anche comica) delle sue esternazioni, ha deciso di investire dei soldi dando incarico ad un esperto. Ci permetta una riflessione: se le risorse fossero le sue, nulla da eccepire, ma le sembra il caso di spendere i soldi dei cittadini (cioè i nostri soldi) per pagare qualcuno che per i prossimi due anni dovrà pubblicare i suoi pensieri e le sue fesserie? Non poteva continuare a farlo lei? O è troppo impegnato?”.

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