Tentativo fallito a P.Secca: cosa fare quando “sbarcano” le tartarughe

Parla la biologa Oleana Prato: un vademecum per facilitare la schiusa delle uova

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Quest’estate sono aumentate notevolmente le segnalazioni delle escursioni di tartarughe marine sulle spiaggia siciliane, anche grazie alla maggiore sensibilizzazione e consapevolezza da parte degli usufruttuari delle spiagge, che, mantenendo un atteggiamento idoneo, hanno potuto assistere ad eventi sempre più rari. “Le tartarughe marine sono fortemente minacciate dagli impatti antropici – dice Salvatore Mandarà di FareAmbiente – e da quelli che reputano che sia un evento straordinario, con la presenza di decine di persone che creano paura alla tartaruga, ed è così che sempre più raramente si avvicinano alle nostre spiagge per nidificare del resto come è accaduto la scorsa settimana a Punta Secca”.

“La tartaruga marina che predilige i litorali italiani è la Caretta caretta ed il suo periodo di nidificazione nella Penisola inizia durante la fine di maggio e fino alla fine di agosto – interviene Oleana Prato, biologa catanese che fa parte del progetto regionale dedito alla salvaguardia e tutela – Le schiuse invece, dopo un periodo di incubazione di circa 60 giorni possono iniziare durante la fine di luglio, fino a metà ottobre. Queste attività coincidono col periodo estivo, in cui la presenza umana nelle spiagge è maggiore. È nostra quindi la responsabilità nel saper gestire al meglio l’incontro con questi animali per impedire qualunque forma di disturbo, come purtroppo avvenuto per ingenuità curiosità di passanti presenti all’evento. In caso di incontro con questi animali – continua la dott.ssa Prato – durante una emersione o per tentativo di emersione, ricordiamoci che siamo di fronte ad animali selvatici, e che quindi i comportamenti saranno sempre gli stessi: evitare di spaventarli con schiamazzi, urla ma mantenere il silenzio od un bassissimo volume della voce; non avvicinarsi all’animale, mantenere le distanze, non muoversi davanti al suo campo visivo spaventandolo, assolutamente non toccarlo; non utilizzare il flash quando si fanno le foto né indirizzare luci verso l’animale; chiamare immediatamente la Capitaneria di Porto. Se disturbata più volte, la tartaruga potrà perdere l’opportunità di nidificare oppure cercherà un altro sito ed il nido potrebbe non essere identificato e non protetto”.

Questo è quanto accaduto a Punta Secca a qualche metro dal lungomare con conseguente difficoltà delle neonate di dirigersi verso il mare, con esiti letali. In caso di ritrovamento delle neonate da nido non segnalato, bisogna chiamare immediatamente la Capitaneria di Porto ed attenersi alle direttive che essi daranno telefonicamente.

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