Pd e Articolo 1: “Tutti i disastri del sindaco Barone”. E riappare il piffero

Allù: "Da noi può solo imparare. In tre anni ha prodotto il nulla. A parte questo teatrino..."

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“Abbiamo ribattezzato questa conferenza stampa “i tre anni del nulla”. Di solito, l’indirizzo politico di un’amministrazione comunale si coglie dopo cento giorni. Qui ne sono passati mille, ma non si è ancora prodotto niente”. Con queste parole Giansalvo Allù, componente del Pd locale ed ex assessore della giunta di Franca Iurato, ha inaugurato la conferenza stampa di questa mattina, convocata assieme ad Articolo 1, al ristorante ‘A’ Funtana’. Era presente anche il neo segretario del Pd, Giuseppe Occhipinti, oltre a Manlio La Ciura, per Articolo 1, e a un buon numero di partecipanti.

Occhipinti, nella sua apertura, ha contestato le ultime dichiarazioni del sindaco, che ha contestato al Partito Democratico di aver lasciato indebitato il Comune: “Al passaggio di consegne con la Iurato – tuona Occhipinti – disse l’esatto contrario, come testimoniano i titoli dei giornali. Cioè che i conti fossero perfettamente a posto”. Occhipinti ha anche salutato con soddisfazione l’adesione del consigliere Cappello: “La sua presenza ha accelerato un percorso di ritorno all’attivismo politico che era già cominciato. Il suo arrivo ci ha dato entusiasmo”.

Poi è arrivato il turno di Allù. “Questo sindaco si è reso protagonista di un teatrino politico senza precedenti: ha cacciato e richiamato assessori, sfiduciato vice-sindaci, cambiato maggioranza. Un capolavoro alla santacruciara, per usare le sue parole. La prova è che oggi è tenuto in piedi da un ex sindaco, che si era ricandidato a sindaco e che vorrebbe rifare il sindaco. Ritrovarsi dopo tre anni a non poter parlare di opere realizzate per la città è molto triste. Noi non rinunciamo a fare la nostra parte: in passato sono stati fatti tanti sforzi per migliorarlo, e c’è voluta tanta fatica. Ma ci vuole un attimo per tornare indietro e rovinare tutto”.

Allù ha pungolato l’Amministrazione su parecchi punti, a partire dalla viabilità. “La strada che collega Punta Secca a Torre di Mezzo è un delirio. Alla nostra richiesta di renderla sicura e a senso unico, il sindaco ha detto che lo è già. Ma non basta scriverlo in un’ordinanza, serve la segnaletica. Venga a fare un giro con me, oggi stesso, se non crede a quello che noi diciamo. In quella strada, e in tutte le traverse, si va a doppio senso di circolazione. Ed è pericolosissimo”. Allù ha bacchettato inoltre sulla sicurezza: “Che fine hanno le telecamere di videosorveglianza? Perché da tre anni non funzionano?”. E sulla promozione turistica: “Fare di Santa Croce una destinazione turistica non significa organizzare quattro karaoke, ma eventi di spessore internazionale che negli anni si sono persi: parlo del TrinacriaHalf e Gazebook”. E poi la cultura: “Santa Croce è l’unico caso in cui un sindaco decide di chiudere una biblioteca che è un gioiello e non fa niente per riaprirla. Anche in quel caso ha risposto alle nostre sollecitazioni con il silenzio”.

Poi un appunto sulla scuola, rivolgendosi direttamente a Barone: “Caro sindaco, almeno abbi il buon senso di non andare a farti le fotografie con gli arredi scolastici che sono stati acquistati grazie al risparmio sulle indennità che la precedente amministrazione si era dimezzata. Non ti autoincensare per cose su cui non hai fatto niente”. L’ex assessore si è soffermato anche sulla trasparenza: “Non ci è piaciuta la gestione dei buoni spesa, né che questa Amministrazione dia incarichi diretti a parenti di collaboratori del sindaco. Lo diciamo chiaramente: non ci piace”. E non ha risparmiato frecciate sulle strisce blu: “Restiamo contrari, non era il caso di istituirle. Si vanta di aver ridotto gli stalli a pagamenti, ma poteva completare il lavoro ed eliminarli del tutto”. Poi Allù ha rinfacciato al primo cittadino alcuni traguardi ottenuti dalle amministrazioni di centrosinistra: “Il sindaco non ha meriti nemmeno sulla raccolta dei rifiuti: già nel 2015 l’Amministrazione Iurato aveva previsto la differenziata porta a porta in tutta la fascia costiera, predisponendo un piano d’intervento presentato alla Regione; nel 2016 aveva già fatto il piano economico e, solo per i ritardi della Regione, soltanto alla fine del 2017 è stata espletata la gara. Anche lì non ci ha messo nulla”.

“Il sindaco somiglia tanto a quel grillo che era sopra le corna del bue. Quando un corvo gli chiede cosa ci fa là sopra, lui risponde: ‘Stiamo arando il campo’. Ma in realtà lui è soltanto adagiato sulle corna”. “Il sindaco inveisce contro il Pd e i “sinistri” – conclude Allù – ma dovrebbe soltanto ringraziarci se oggi abita in un paese dove c’è un museo etnografico, provvisto della metanizzazione, in cui è stata rinnovata la rete idrica, in cui le case delle borgate non galleggiano sui liquami, dove ci sono due piazze nuove e gli impianti sportivi efficienti. In un paese in cui a Punta Secca è stato creato uno degli angoli più belli della Sicilia. Per tutto questo deve dire ‘grazie’ a chi queste cose le ha fatte e per queste cose si è battuto. Da queste persone ha soltanto da imparare. Vorremmo dirle grazie anche noi, ma l’unica cosa per cui possiamo ringraziarla è questo piffero, con cui ha strimpellato durante la pandemia, quando era vietato uscire anche di casa. I suoi anni saranno ricordati solo per una pifferata”.

Anche Manlio La Ciura, nel suo intervento, ha ribadito la necessità di un campo largo per costruire un’alternativa a questa Amministrazione: “Stiamo cercando di coinvolgere anche il Movimento 5 Stelle. Non potevamo più rimanere a braccia conserte ad assistere a questo scempio. Negli ultimi mesi ci siamo mossi in modo serrato. Chi amministra male e contro gli interessi dei cittadini, va aggredito politicamente. Il nostro orizzonte ha come base di partenza il centrosinistra, ma noi dobbiamo avere la capacità di coinvolgere i cittadini, i giovani, chi negli anni si è allontanato dalla politica. Dobbiamo offrire una prospettiva di rilancio a questo paesino”.

“Il fallimento di questa Amministrazione – continua La Ciura – è talmente evidente che non esiste più una maggioranza, e viene tenuta in piedi dai sotterfugi. E’ il vicesindaco (Frasca, ndr) che comanda la baracca. Il consigliere Cappello è stato aggredito per aver aderito a un partito del centrosinistra. Ma dov’è finita la democrazia? Dovresti essere contento di avere un’opposizione, che un ragazzo partecipa alla vita di un partito, nel momento in cui le idee sono sotto terra. La sinistra ha una storia di scissioni, ma basata su ideali, non su interessi. Questi invece si scindono e si riaccorpano sulla base di interessi particolari e potere spicciolo. Come i buoni spesa… Noi abbiamo invece l’ambizione di pensare in grande. Bisogna intervenire su decoro urbano, turismo, cultura e socialità. Serve rivitalizzare il centro storico, che è totalmente in abbandono. Il sindaco ha un solo dovere morale che lo renderebbe un gigante: dimettersi”.

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