Il consigliere Luca Agnello archiviato dall’accusa di diffamazione

L'ex vicesindaco Giavatto aveva sporto querela per una pubblicazione su Facebook

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Il gip di Ragusa, Andrea Reale, ha archiviato il consigliere Luca Agnello dall’accusa di diffamazione (art.595 del codice penale), “in considerazione dell’insussistenza dei elementi idonei (…) stante la discriminante del diritto di critica politica ed il tenore delle affermazioni rese dall’indagato relativi all’adozione di una delibera della maggioranza” ritenendo che “non trasmodano in attacchi personali direttamente lesive della dignità personale, morale e professionale dei contradditori”. La querela era stata sporta dall’ex vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Giovanni Giavatto, in merito a un cartellone esibito in piazza, e ri-postato su Facebook, con cui Agnello e gli altri consiglieri del suo gruppo (Liberi di Scegliere) criticavano l’operato dell’Amministrazione Barone.

“Il vice sindaco, assessore e consigliere comunale Giavatto, autoproclamatosi in campagna elettorale paladino della libertà di critica dei cittadini – spiega Agnello in una nota – nell’occasione spalleggiato dal suo avvocato di fiducia, ha ritenuto che la sola pubblicazione sul sito web del “cartellone” dell’opposizione, avesse leso la sua limpida immagine di persona perbene e pertanto ha sposto querela nei miei confronti (…) Nella storia politica del nostro Comune non si era mai verificato che un vice sindaco, assessore avesse querelato per diffamazione un rappresentante dell’opposizione politica… e di cartelloni e manifesti di critica anche feroce la storia del nostro paese ne è piena. Un primato di cui l’amministrazione in carica può essere fiera”. “L’evento, in caso di soccombenza, avrebbe influito negativamente soprattutto sulla mia attività lavorativa e professionale che sostenta me e la mia famiglia” ha spiegato Agnello, facendo emergere il suo stato d’animo. “A rendere più triste la vicenda – aggiunge – è il rumoroso e assordante silenzio dei compagni e alleati politici del Giavatto, la maggioranza in carica e quella sfaldata, che pur a conoscenza del gesto del loro affiliato, non hanno sentito il bisogno di dissociarsene”.

Il 25 gennaio 2019, il Pubblico Ministero, incaricato delle indagini, chiedeva al Giudice delle Indagini preliminari, l’archiviazione del procedimento ritenendo insussistenti le ragioni della querela. Giavatto, sostenuto dal suo legale di fiducia, insisteva opponendosi alla richiesta di archiviazione. L’archiviazione del reato contestato, però, è arrivata il 20 luglio e ora Agnello, assistito dall’avv. Michele Savarese, valuta “se presentare controquerela e una richiesta risarcitoria da devolvere ovviamente in beneficenza”. “In questi 19 mesi ho continuato la mia azione politica, pur criticabile come è giusto che sia, ma sempre nel rispetto delle persone come tali – conclude Agnello – La mia visione politica può essere condivisibile o meno, apprezzata o criticata anche aspramente con ironia e satira anche feroce, perché è la democrazia conquistata dai martiri della repubblica che ce lo consente, speriamo per sempre (…) Le azioni cattive con il tempo si ripercuotono su chi le ha promosse e il “tempo galantuomo” selezionerà gli animi, le indoli e l’affidabilità delle persone e chi le circonda”.

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