Giavatto replica ad Agnello: “Sto tremando per le sue larvate minacce”

L'ex vicesindaco aveva querelato il consigliere, ma l'accusa è stata archiviata dal Gip

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A qualche giorno dall’archiviazione del consigliere Luca Agnello dalle accuse di diffamazione, l’ex vicesindaco Giovanni Giavatto, attuale consigliere comunale del gruppo Insieme, replica al comunicato stampa del collega. Ecco la sua risposta che vi proponiamo integralmente:

“Cittadini di Santa Croce Camerina, a seguito delle esternazioni del sig. Agnello di qualche giorno fa, val la pena puntualizzare soltanto alcune circostanze. La differenza tra libertà di critica e di diffamazione, la lasciamo alle aule di giustizia. Ed infatti il sig. Agnello ha cantato vittoria inopportunamente, a modesto parere dello scrivente, anzitempo… il decreto di archiviazione non determina la fine del procedimento, e credo che il suo ligio avvocato glielo avrà detto. Nella sua lettera poi il sig. Agnello ha lanciato una larvata minaccia che sono qui tutto tremante. Saremmo lieti che lei promuovesse sia l’azione penale che quella civile, ma sono sicuro che non promuoverà niente. Poi è del tutto inverosimile che si lamenti degli ex consiglieri di maggioranza per la mancata presa di distanza nei miei confronti per aver sporto querela per diffamazione nei suoi confronti, quando il manifesto incriminato, ufficialmente firmato dai consiglieri di opposizione, interpellati singolarmente, già loro, non hanno espresso l’adesione al manifesto, pertanto lasciandolo solo ed abbandonato nella sua travagliata solitudine. Se qualcuno mi piggha mi assumiggha. A lei invece, pare, che non la prende nessuno… infine solo per mero tuziorismo, la sua presenza in Tribunale, con la testa alta, ci ha provocato un senso di smarrimento che siamo dovuti andar via, per questo non ci ha visti presenti”.

“Non vale la pena rispondere punto per punto alle altre ”stupidate” del saccente signorino – continua Giavatto nella nota -. Ma voglio chiudere con una considerazione che possa essere a tutti di riflessione. L’Agnello, con i suoi occhietti da bambino, in cerca di consensi e compiacimenti e con il suo studiato e patetico parlare, ha narrato del suo stato d’animo nel vedersi indagato, del suo stato d’animo pieno di preoccupazioni in caso di soccombenza, che avrebbe influito negativamente sulla sua attività lavorativa e professionale che lo sostiene assieme a tutta la sua famiglia… per farsi compiangere…? E chi può non capirlo e compatirlo… poveretto! Ma io dico a tutti voi cittadini, il sottoscritto quando ha visto esposto nella pubblica piazza del paese un cartellone che anche a parere della cittadinanza, che è quella che conta, suonava come una palese diffamazione personale e non come critica politica… non pensate che avrà gioito nel vedere esposte, ai quattro venti, un sacco di falsità e di inesattezze sul suo limpido e onesto fare politico, a differenza di tanti altri che sono una commistione palese di affari anche nel risolvere o nel non risolvere semplici problematiche della vita amministrativa, fatte passare quasi sempre, non come diritti dovuti, ma come piaceri e favori concessi per grazia domine? Non ho fatto nessun ”scrusciu”, non ho cercato compiacimenti, ‘”pietosità”, ma ho agito come è giusto che ritenevo e ritengo di agire… perché si possa anche chiarire, spero, sulla confusione di dire quel che si vuole impunemente, con la parvenza di fare politica o come piace dire, critica politica…che non è affatto critica, ma offesa non supportata dai fatti. Adesso tempo al tempo”.

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