A cena ricordando (la) “Gigi Meroni”, una società che ha fatto epoca

E' stato l'humus per molti giovani calciatori. Che qualche sera fa si sono ritrovati

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“Chi si ricorda di Gigi Meroni?”. Come rispondere oggi a tale domanda? E’ stato un calciatore del passato. Genio, giocoliere, funambolico, irriverente, anarchico… Tanti aggettivi che dipingono Luigi “Gigi” Meroni, tra i più geniali calciatori italiani degli anni Sessanta, sciaguratamente scomparso, a Torino, il 15 ottobre 1967, all’età di 24 anni, poco dopo la fine di una partita tra il Torino, squadra in cui giocava, e la Sampdoria. Fu investito da un’auto, mentre attraversava corso Re Umberto, insieme al suo grande amico e compagno di squadra Fabrizio Poletti. In carriera ha indossato le maglie del Como (25 presenze e 3 gol), del Genoa (40 presenze con 6 reti) e del Toro di Nereo Rocco, collezionando con i granata 103 presenze e 22 gol.

Agli inizi degli anni 70, in un piccolo paesino della provincia di Ragusa, esattamente a Santa Croce Camerina, per volontà di alcuni “personaggi” del paese, amanti dello sport e soprattutto del calcio, che nella vita giornaliera svolgevano i lavori più comuni di quei tempi (barbiere, muratore, agricoltore, ragioniere, commerciante ortofrutticolo), venne fondata la Società Sportiva denominata appunto “Gigi Meroni” in ricordo e in onore di quel grande calciatore che aveva tragicamente perso la vita in un incidente . A distanza di qualche anno dalla scomparsa del campione, erano ancora presenti le gesta che aveva compiuto. L’intento era quello di promuovere diverse attività sportive come l’atletica, la pallavolo ma soprattutto il calcio a livello giovanile.

Diversi sono stati i dirigenti storici che hanno lasciato il segno per l’impegno profuso. Ricordiamo Giuseppe Grasso, che è stato presidente della società agli inizi, i fratelli Angelo e Salvatore Emmolo, Guglielmo Buterino, Emanuele Ruscica, Serafino Nativo, Peppe Zisa, Giuseppe Ciurciù, Franco Ragazzo, Silvestro Zisa e Vito Valente. La neonata Società “Gigi Meroni” in quegli anni ha partecipato a diversi campionati di calcio del CSI (Centro Sportivo Italiano), otre ad attività di atletica. L’attività principale, comunque, era il calcio, dove si partecipava ai campionati pulcini, esordienti, allievi ed anche alla quarta fascia. Qualche anno dopo la fondazione, entrò a fare parte della dirigenza e si propose come allenatore, Peppe Parrino, un giovane ragazzo appena ventenne che faceva il muratore, subito ben voluto da tutti i ragazzi che in quegli anni si avvicinavano al calcio e aspiravano e sognavano di poter calciare un pallone dentro uno stadio indossando la maglietta di qualche società del paese.

L’infaticabile Peppe Parrino è stato per quegli anni il punto di riferimento di tantissimi giovani ragazzi. Sono passati attraverso le file della società i nati del 1958 fino al 1965. Parrina aveva un ruolo a tutto tondo. Contemporaneamente era allenatore, dirigente sportivo, paciere e tant’altro. Un vero maestro di vita. Col suo modo giocoso e affabile riusciva a galvanizzare i ragazzi ma nel contempo non si risparmiava a riprendere chi era troppo spavaldo o troppo fuori dalle righe. Con lui, la convocazione per la partita domenicale, si doveva conquistare e meritare non necessariamente con la bravura in campo, ma con il comportamento che doveva essere sempre quello della lealtà sportiva e del rispetto per l’altro, soprattutto per l’avversario. Il sogno di ogni ragazzo era quello di essere convocato per indossare una di quelle magliette blucerchiate, come quelle della mitica Sampdoria. Magliette che sono state indossate da tantissimi atleti che si sono succeduti e, anche se ormai smunte e sbiadite, emanavano sempre il loro fascino. Una storia veramente d’altri tempi.

Nell’anno 1975 la “Gigi Meroni” vinse il campionato provinciale allievi e perse lo spareggio interprovinciale con il Noto per 1 a 0. È doveroso ricordare nelle file della squadra la presenza di Marcello Calabrese, Angelo La Terra, Nunzio Di Stefano. Nell’anno 1978 si decise di partecipare ai campionati FIGC con la partecipazione in diversi campionati giovanili e di terza categoria con la denominazione di Polisportiva Santa Croce, abbandonando per sempre la denominazione di “Gigi Meroni”. Tra quei giovani ragazzi nati calcisticamente nelle file della “Gigi Meroni”, non possiamo non nominare Marco Agnello, con una carriera calcistica di tutto rispetto (ha giocato in serie D con il Caltagirone). Marco Agnello, dalle spiccate qualità e abilità tattiche, è stato anche allenatore ed oggi riveste la carica di presidente dell’Upd Santa Croce Calcio.

Vi abbiamo parlato e ricordato il passato di questa piccola, ma molto attiva società dilettantistica di Santa Croce Camerina, perché grazie al desiderio e alla volontà di alcuni “ragazzi” che hanno militato e giocato in quegli anni, si è potuto organizzare una serata particolare, una cena, un incontro per risaldare i vecchi legami che ci sono stati dentro e fuori dal campo di gioco. Per la brevità di tempo nell’organizzare la serata, sono stati coinvolti 15 atleti nati negli anni tra 1961 e il 1965 con le loro rispettive mogli, e, naturalmente, non poteva mancare il punto di riferimento di allora, Peppe Parrino. Una serata all’insegna dei ricordi, di tanti aneddoti e storie che sembravano ormai dimenticate. Una targa ricordo è stata regalata a Parrino da parte degli ex giocatori presenti con la dicitura: “A Peppe Parrino, maestro di calcio ma…soprattutto maestro di Vita!” Grazie i tuoi Ragazzi – Agosto 2020.

A fine della bella serata, ci si è ripromessi, che, il prossimo anno si cercherà in tutti i modi di coinvolgere quanti altri ex blucerchiati possibile.

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