Giù la maschera: Antonella Galuppi vince la sfida dei racconti su Radio1

"La mascherina", scritto dalla nostra collaboratrice, verrà pubblicati sull'e-book edito da Rai Eri

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Antonella Galuppi vince sulla distanza dei 1500. Non sono metri di una gara d’atletica, ma battute di una altrettanto adrenalinica gara letteraria. Quelli del racconto a tema mensile, per il quale si concorre il lunedì sera su Radio RAI 1, poco dopo le 23. Presentato da Vito Cioce, coadiuvato in alternanza, da Daniela Mecenate e Marcella Sullo, con la regia di Leonardo Patanè. Passano una dura selezione due racconti a settimana che vengono letti durante il programma dalle voci dei giornalisti di Radio1 e del Giornale Radio e poi votati per tutta la settimana. I racconti risultati vincitori verranno pubblicati sull’e-book edito da Rai Eri, alla fine del ciclo di trasmissioni radiofoniche, archiviate e riascoltabili in podcast. A mettere i like su Facebook, lettori forti, ascoltatori fedeli della trasmissione e supporter dei due autori di volta in volta selezionati.

Sul tema “La maschera”, la scrittrice santacrocese, giornalista e nota conduttrice di avvenimenti letterari e culturali in genere, ideatrice del fortunato format “Punti di Vista Letterari”, foriero di cultura nei luoghi di Montalbano, ha vinto la puntata del 12 ottobre col racconto “La mascherina”. Non solo con una stragrande maggioranza di “like” sul concorrente, ma con una serie di commenti che hanno accompagnato i voti, ricevuti da tutta la penisola. Tra questi, l’accostamento con la memoria descrittiva Pirandelliana. “Il confronto tra il vivere sociale e quello privato; i desideri umani e la voglia di immaginare l’oltre; il piccolo celato dettaglio che svelando sconvolge e stravolge la vita. L’elemento dominante del racconto è “La maschera”, dietro la quale si nasconde la vera identità proibita dai pregiudizi o dal finto perbenismo”.

E ancora: “Un bel racconto ben scritto. La descrizione, essenziale e diretta, consente al lettore di scrutare tra i pensieri dei personaggi lo stupore, l’attesa e la disinvolta libertà del “niente è come appare”. Infine: “Un racconto che elegantemente conduce il lettore oltre le quinte o nel retro del palcoscenico della vita”. Un racconto ben costruito nella sua scarna essenzialità con un finale a sorpresa inquietante”. “Bello ed intrigante… Non solo verosimile. Ci sono spunti noir e anche visioni letterarie di non poco conto”.

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