La mozione di sfiducia si rivela un flop. Il sindaco rimane in sella

Il tentativo di Giusy Zisa raccoglie appena tre firme: la sua e quelle di Agnello e Giavatto

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Il sindaco Giovanni Barone, da mesi ridotto senza maggioranza, è salvo (quasi certamente) fino a fine legislatura. Si è rivelata un flop, infatti, la mozione di sfiducia caldeggiata dall’ex vicesindaco Filippo Frasca e presentata da Giusy Zisa, capogruppo di Api. E’ stata lei stessa, in una nota, a comunicare che solo altri due consiglieri comunali hanno apposto la propria firma: cioè Luca Agnello, capogruppo di “Liberi di Scegliere”, e Giovanni Giavatto, da poco transitato all’Udc. Nessun altro. Non ci sono i “colleghi” di Agnello, Lucio Schembari e Caterina Gambino; né il presidente del Consiglio Piero Mandarà, o il consigliere Salvatore Cappello del Pd. Una situazione che la stessa Zisa definisce “surreale”.

“Dopo settimane di toni aspri e accesi, accuse e repliche tra sindaco e pseudo maggioranza/opposizione, per le quali oggi non mi esprimo nel giudicare chi ha torto o chi ha ragione, oggi, di colpo, a Santa Croce Camerina pare sia tornata la pace in amministrazione e tutti i problemi della città, per incanto, risolti – scrive la consigliera – Così fosse, saremmo tutti contenti, ma il fatto è che i livelli di vivibilità e di competitività economica della città hanno toccato lo zero assoluto; una città senza identità civica, con tracce di discriminazione etico-sociale evidenti, problemi piccoli e grandi a cui la gente ormai si è assuefatta alla “Mediocrità standard”. A firmare la mozione di sfiducia, reclamata a gran voce dai cittadini – secondo la Zisa – siamo stati solo in tre! Dopo febbricitanti trattative, le uniche forze politiche a cui fanno riferimento altrettanti consiglieri che senza ma e senza se hanno apposto la loro firma siamo stati io, Giovanni Giavatto e Luca Agnello. Tutte le altre forze politiche con posizioni frigide e defilate, hanno rallentato e mitigato le possibilità di mandare a casa questo sindaco. Le trattative estenuanti, a tratti inverosimili, dopo avere interpellato i big della politica santacrocese (compreso Piero Mandarà) dicono che per qualcuno non c’è l’opportunità politica per firmare e votare la sfiducia. Rispetto alla decisione di chi oggi non ha voluto apporre la propria, è opportuno comunicare alla città la risultanza di questa azione politica”.

“Abbiamo anche appreso – prosegue la Zisa – come l’ex sindaco Iurato si sia fatta sentire, annacquando tutte le grandi opere che il sindaco Barone si è vende per sue; un sindaco che in questa città non ha fatto nulla, non lascerà nulla e che vive chiaramente di rendita altrui. Un sindaco che attacca gli ex amministratori dicendo che “mentono sapendo di mentire”, che alla fine è la stessa cosa che fa lui. Contano i fatti e i fatti dicono che per prima io e senza pensarci Giovanni Giavatto, poi Luca Agnello, hanno firmato la mozione di sfiducia, mentre il resto dei consiglieri… no! Per quello che ci riguarda chiudiamo la stagione della denuncia per iniziare la stagione della proposta e della rinascita. Il prossimo sindaco, la prossima amministrazione, inizia il suo percorso adesso, ricercando coesione e condivisione su politiche coraggiose e innovative… Non possiamo pensare di cambiare le cose, facendo sempre le stesse cose e soprattutto sempre con le stesse persone”.

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