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Il Covid manda in crisi gli ospedali: sospese le attività chirurgiche

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Continua a soffrire la provincia di Ragusa: il dato di oggi parla di 649 persone attualmente positive. I numeri più alti a Vittoria (303) e Ragusa (155). Ieri, al “Guzzardi”, si è registrato il decesso di un paziente vittoriese di 84 anni. Allo stato attuale le persone ricoverate nell’ospedale “M. P. Arezzo” di Ragusa sono 18 in Malattie Infettive e 4 in Terapia Intensiva. Si registra, altresì, un ricoverato in Malattie Infettive, dell’ospedale San Marco di Catania. Intanto, i pazienti che restano in “area grigia” in attesa di comprendere se sarà necessario il ricovero, sono  18: sette a Ragusa, sette al “Maggiore” di Modica e quattro a Vittoria. Quattro pazienti, invece, si trovano ricoverati nella foresteria del “Maria Paternò Arezzo”.

L’Asp di Ragusa, visto l’andamento epidemiologico, così come indicato dall’assessorato della Salute, per potenziare i servizi assistenziali, è ricorsa all’assunzione temporanea di personale sanitario esterno. Nello specifico si tratta di 12 OSS e 2 ausiliari per il reparto di Malattie Infettive – area Covid e n. 6 OSS per la foresteria, sempre all’ospedale Maria Paternò Arezzo. Ma la notizia più grave è che il direttore generale Angelo Aliquò, con decorrenza immediata, ha sospeso le attività chirurgiche presso i presidi ospedalieri di Ragusa e Vittoria, che dovranno garantire esclusivamente le prestazioni in urgenza.

Questo comporta alcuni spostamenti di peso: all’ospedale Giovanni Paolo II, sia il reparto di Medicina Generale I che la Terapia intensiva, vengono riconvertite in via esclusiva a pazienti Covid. I degenti ordinari saranno trasferiti nel reparto di Urologia; quelli in Rianimazione, invece, finiscono a Modica. Questo permetterà di ricreare 8 posti letto in Terapia intensiva e 17 posti letto di degenza ordinaria con modulo di sub-intensiva, eventualmente riconvertibili in Terapia intensiva (per un totale di 25, a pieno regime). In attesa dell’attivazione di suddetto modulo, i pazienti Covid riceveranno le cure del caso anche all’ospedale di Vittoria. Restano attive, per le situazioni a minore intensità di cura, anche le postazioni già presenti al “Maria Paternò Arezzo”. Che però non bastano più.

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