Pd e Art.1: “Trucchi per andare nelle case al mare. E’ un’altra pifferata”

Pd e Articolo Uno contro la "concessione" del sindaco Barone ad alcuni casuzzari

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Altro giro, altra polemica. Fra il Pd, Articolo Uno e il sindaco Giovanni Barone non è mai corso buon sangue. Il rapporto, naufragato durante il primo lockdown, quando il consigliere Salvatore Cappello recuperò dal web la celebre pifferata del primo cittadino (intento a suonare il flauto nella centralissima via Caucana), riporta adesso un nuovo incidente di percorso. Ce n’è abbastanza, secondo il centrosinistra, per parlare di pifferata n.2. “Avete visto il video del sindaco Barone che invita a mettere correttamente la mascherina ed a rispettare il distanziamento interpersonale? – esordisce la nota di Pd e Articolo Uno – Era solo questa la comunicazione da fare? Bontà sua, ce ne sarebbero mille altre, ma meglio di niente! Tra le cose che ha nascosto ce n’è una, secondo noi, grave. È proprio di ieri un post su Facebook di un sedicente “portavoce casuzzaro” che dice testualmente: “dopo diverse richieste di concittadini casuzzari e dei dintorni, mi sono attivato col sindaco affinché si potesse far luce sul dilemma della dimora nelle borgate santacrocesi avendo residenza in altro comune; pomeriggio il sindaco mi ha fornito questo documento…”.

“Il documento – si spiega nella nota – consiste in un’autocertificazione riguardante i residenti presso altro comune che avvalendosi di norme specifiche, legge 1128 del 1954 e D.P.R. 223 del 1989 possono chiedere di risiedere temporaneamente presso un altro comune arricchendo così la cosiddetta popolazione temporanea. L’articolo 32 del citato D.P.R. al comma 1 così recita: “Lo schedario della popolazione temporanea concerne i cittadini italiani, o stranieri che, essendo dimoranti nel comune da non meno di quattro mesi, non si trovano ancora in condizioni di stabilirvi la residenza per qualsiasi motivo”. Siamo fermamente convinti – precisano Pd e Articolo Uno – che il censimento della popolazione temporanea non possa essere affidato ad un’autocertificazione, tantomeno in questo periodo di gravissima pandemia. Non si può tollerare lo spostamento della popolazione da altri comuni, utilizzando escamotage (trucchi), per consentire semplicemente di andare a controllare le case di villeggiatura. Questa ci sembra un’altra “pifferata”, in piena pandemia, come quella del marzo scorso. Ci chiediamo come e chi controllerà la veridicità delle autocertificazioni? Perché il sindaco è propenso ad incentivare lo spostamento da altri comuni aumentando così il rischio contagi? Sindaco! Non diffonda questo modulo e sospenda, per il momento, le iscrizioni nell’elenco della popolazione temporanea di Santa Croce. La salute prima di tutto”. Per la campagna elettorale ci sarà tempo”.

A breve giro di porta è arrivata, su Facebook, la risposta di Rinaldo Cappello (definito, appunto, “sedicente casuzzaro”), nelle vesti di presidente dell’associazione Viviamo Casuzze: “Il Partito Democratico ci considera noi non residenti paganti le tasse per il 65% del territorio, nel caso in cui noi si voglia restare a mare e nelle nostre case…nostre case, per un qualsiasi motivo, anche durante le stagioni meno calde. Siamo in dovere di chiedere il permesso a loro, fra l’altro sterile opposizione al governo ed entrata al palazzo tramite la sagrestia attraversando da destra a sinistra il percorso politico? È un nostro diritto risiedere in un qualsiasi periodo dell’anno nelle nostre case? E se il problema fosse l’emergenza sanitaria Covid-19, sono i social network a dover fare chiarezza sui dubbi della legittimità del documento autorizzato dal sindaco Giovanni Barone, oppure una regolare question time da discutere nelle sedi opportune? Chi ha richiesto al sottoscritto “sedicente portavoce casuzzaro”, informazioni per come comportarsi dopo l’ultimo DPCM, le hanno ottenute per i propri scopi giustificati, quale disposizioni violerebbero?”

“Il PD nazionale purtroppo ha già dimostrato diverse difficoltà governative – prosegue Cappello -; ora il PD santacrocese “presume” gravi pifferate, ma forse prima di tutto dovrebbero scindere il mio post in due parti, perché la prima parla di un quesito di dimora, che in quanto tale è una continuazione a dimorare nella propria abitazione, pur avendo residenza altrove. Infatti, la seconda parte, conferma che per quanto riguarda gli spostamenti, valgono le disposizioni del DPCM. Pazienza, ennesima pestata di una classe politica, che già nella precedente amministrazione ha dimostrato tutta la sua capacità amministrativa, grazie a un assessore tuttononfare e senza nessun titolo al palazzo di città. Gentili esponenti del PD – conclude Cappello – la gente che ha fatto richiesta di dimora, è nelle borgate santacrocesi dal dopo primo lockdown e hanno tutto il diritto di stare nelle loro case e invece di chiedere la sospensione di un legittimo provvedimento, sospendete voi la campagna elettorale, perché mi sembrate Salvini ne più e ne meno. Ps più che il vaccino, vi serve una gran scorta di gaviscon”.

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